Moschea, Qatar e terrorismo: a Mirandola è di nuovo scontro politico

Dopo gli sviluppi internazionali Forza Italia torna all'attacco: "Centro islamico finaziato con fondi qatarioti, valutare la chiusura". Replica il sindaco Benatti: "Sbagliato fomentare paure, viviamo in uno stato di diritto"

Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi , Bahrain e Yemen hanno annunciato lo stop dei rapporti diplomatici col Qatar accusato di sostenere e proteggere numerosi gruppi terroristici che minano a destabilizzare la regione. Una notizia che è riecheggiata anche nella Bassa modenese, riaprendo l'annosa questione dei finanziamenti ottenuti dal centro islamico di Mirandola, tra i cui sponsor per la ricostruzione post sisma non vi è stata solo la  quota pubblica della Regione, ma anche i petroldollari del sovrano del Qatar.

"Gli appelli lanciati ai tempi della realizzazione della moschea affinché si controllasse sull'origine dei finanziamenti celebrati direttamente dal principe del Qatar Nasser Al Thani a capo della Qatar Charity Foundation e che attraverso l'Ucooi sono arrivati in Italia e a Mirandola, sono rimasti inascoltati – spiega il consigliere di Forza Italia Antonio Platis - il Sindaco Maino Benatti, continuerà, come fece un anno fa rispondendo ai giornalisti, a non interessarsi dei finanziamenti e, anzi, continuerà a paragonare il Qatar a qualsiasi altro paese occidentale?".

Anche il consigliere regionale Enrico Aimi aveva alzato i toni sulla questione dei centri religiosi locali: "Interrogherò la Regione per avere un censimento di tutti i centri aperti sul nostro territorio. Siamo stufi di scoprire, il giorno dopo, che gli autori degli attentati erano conosciuti alle forze di polizia e ai servizi segreti. Tutti noti, tutti schedati ma impossibile fermarli ed espellerli. E allora ribaltiamo il concetto: tratteniamoli con leggi speciali. Illudersi di uscire da questa tragedia con mezzi ordinari e' un attentato alla vita dei nostri popoli. I politici che continueranno con le chiacchiere sull'integrazione saranno responsabili di queste tragedie, cosi' come lo sono coloro che continuano a far sbarcare quotidianamente migliaia di clandestini sul nostro territorio".

La replica di Maino Benatti, sindaco di Mirandola, si è fatta attendere per poche ore: "Se Antonio Platis ed Enrico Aimi hanno delle informazioni che Prefettura, Commissariato e servizi segreti non hanno, sono pregati di fornirle, altrimenti evitino di sollevare polveroni, moltiplicare paure e aizzare all’odio razziale". 

"Che piaccia o no a Platis e ad Aimi, viviamo in uno Stato di diritto e fino a quando polizia e magistratura non accertino irregolarità o situazioni illegali, noi garantiremo libertà di associazione e di culto, come prescritto dalla nostra Costituzione – ha proseguito il primo cittadino – Del resto, è quanto si sta facendo in tutta Europa. Nessuno, anche dopo gli attentati terroristici di Parigi, Londra, Manchester, Berlino, ha preteso di chiudere moschee in Francia, Inghilterra e Germania. Continuare a confondere Islam e terrorismo, considerandoli due facce della stessa medaglia, è un grave errore politico e culturale. Per quanto mi riguarda, continuo a pensare che in una società multietnica e multireligiosa come le nostre sia necessario il dialogo e non lo scontro. Innalzare i muri e farsi dominare dalla paura non serve a nulla, anzi, è esattamente fare il gioco dei terroristi". 

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