Modena realizzerà un tavolo istituzionale per contrastare il riciclaggio

Il Consiglio comunale approva l’ordine del giorno di Sinistra unita Modena e Modena bene comune per individuare misure contro le operazioni sospette

Un tavolo istituzionale per individuare misure di contrasto alle operazioni di riciclaggio. È quanto chiede l’ordine del giorno presentato in Consiglio comunale da Sinistra unita Modena e da Modena bene comune nella seduta di giovedì 10 gennaio e approvato, dopo essere stato emendato su proposta del Pd e di SuM, con il voto a favore dei proponenti e di Pd, M5s e CambiaModena (astenuti Forza Italia e Lega nord).

L’ordine del giorno, illustrato in aula da Marco Malferrari, Sinistra unita Modena, parte dal presupposto che l’Emilia Romagna “risulta al quinto posto in Italia per numero di segnalazioni di operazioni finanziarie sospette e la provincia di Modena terza in regione dopo Bologna e Parma” per invitare il sindaco e la Giunta “a farsi parte diligente presso la prefettura affinché possa essere convocato con urgenza un tavolo istituzionale contro il riciclaggio”; a confrontarsi con le rappresentanze sindacali, delle imprese e delle professioni per promuovere “buone pratiche rispettose del diritto e convincere che è giusto, etico e conveniente segnalare le irregolarità agli organi di controllo”; a sollecitare i parlamentari modenesi perché si facciano interpreti presso il Governo e il Parlamento della necessità urgente di provvedimenti adeguati a contrastare irregolarità e riciclaggio, “anche dotando le strutture periferiche dello Stato di risorse e mezzi più adeguati”.

Nel testo il documento mette anche in evidenza che la presenza delle mafie nel territorio modenese, emersa concretamente nel processo Aemilia ma segnalata da tempo anche da cittadini, associazioni e mezzi di informazione, ha coinvolto imprese che operano sul territorio nel quale, inoltre, l’Ispettorato del lavoro riscontra ormai una crescente irregolarità nelle attività economiche e nei rapporti di lavoro che determina anche concorrenza sleale, danneggiando gli imprenditori che si comportano correttamente. Secondo i proponenti, che citano un comunicato della Cgil sul riciclaggio riferito al primo semestre 2018, “sono ancora troppo poche le ditte emiliane che aderiscono alle buone pratiche di trasparenza, regolarità e legalità gestionale come l’adesione agli ‘elenchi di merito’, alle liste del ‘rating di legalità’ e alle white list”.

L’ordine del giorno sottolinea anche come “il ministro dell’Interno attuale mostri di non essere adeguatamente attento alla gravità del fenomeno del riciclaggio” e come lo stesso governo “stia facendo scelte che non premiano la correttezza e la fedeltà fiscale ma stia invece introducendo l’ennesima sanatoria del riciclaggio e dell’autoriciclaggio, discriminando così coloro che invece hanno sempre pagato pur trovandosi in difficoltà economiche e ferendo ulteriormente la coscienza civile delle persone oneste”. Nell’ultima legge di bilancio, infatti, prosegue il testo, “i limiti per far scattare la segnalazione sono diventati meno stringenti e pertanto il livello di attenzione dei territori deve essere ancora più alto”.

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