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Ricostruzione: decreto emergenza approvato all'unanimità dal Senato

Provvedimento licenziato con 528 voti favorevoli: confermato lo stanziamento di 2,5 miliardi di euro provenienti dall'accise sui carburanti e dai tagli dettati dalla spending review

Redazione 11 luglio 2012

Favorire la ripresa delle attività produttive e delle normali condizioni di vita e di lavoro. Questi gli obiettivi del decreto relativo agli interventi urgenti per le popolazioni della Bassa Modenese colpita dal terremoto. Dopo avere incassato ieri la fiducia alla Camera dei Deputati (466 sì, 66 no e 6 astenuti), il provvedimento è stato licenziato per il Senato con 528 sì e nessun no. Venti gli articoli del decreto, che estende lo stato di emergenza dal 21 luglio di quest'anno al 31 maggio 2013 e affida ai presidenti delle Regioni il coordinamento delle attività per la ricostruzione.

RISORSE - Confermato lo stanziamento di 2 miliardi e mezzo di euro: 500 milioni saranno reperiti con l'aumento delle accise sui carburanti, come prevede l'articolo 2, più un miliardo per il 2013 e un altro per il 2014 da recuperare con la spending review. Alla ricostruzione e riparazione delle abitazioni private e degli immobili a uso non abitativo è dedicato l'articolo 3 che dispone che il titolare dell'attività produttiva debba "acquisire la certificazione di agibilità sismica" e depositarla "al Comune territorialmente competente". Il termine per presentare l'istanza di autorizzazione sismica è di 60 giorni dall'inizio dei lavori di ripristino.

AGIBILE O INAGIBILE? - Sono tre in particolare i punti ai quali è subordinata l'abilitazione temporanea. Il certificato di agibilità sismica, stabilisce il comma 8 dell'articolo 3, non può essere rilasciato in caso di "mancanza di collegamenti tra elementi strutturali verticali e elementi strutturali orizzontali e tra questi ultimi; presenza di elementi di tamponatura prefabbricati non adeguatamente ancorati alle strutture principali; presenza di scaffalature non controventate portanti materiali pesanti che possono, nel loro collasso, coinvolgere la struttura principale causandone il danneggiamento e il collasso".

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RICOSTRUIRE - Fare presto, dunque, ma senza trascurare la sicurezza, la cui verifica, ai sensi delle norme vigenti, dovrà essere effettuata entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto. E dovrà essere pari "almeno al 60%" di quella richiesta a un edificio nuovo. Una percentuale da raggiungere, qualora siano necessari interventi di miglioramento sismico, entro ulteriori 18 mesi. Il decreto prevede anche il rinvio a novembre dei versamenti fiscali, la proroga di mutui e finanziamenti, la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti di tributi e previdenziali e degli sfratti. Oltre ai contributi, a fondo perduto, per la messa in funzione dei servizi pubblici, in particolare le scuole, e per gli interventi su beni artistici e culturali.

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