Terremoto a Finale e San Felice, la politica divisa tra idee e idiozie

"La Padania si sta staccando" e "La ricostruzione sarà rapida, mentre al sud sarebbe stata catastrofe" contro "No al dl che cancella gli indennizzi per calamità naturali" e "Avanti con iniziative di solidarietà dei nostri circoli"

Crollo a San Felice sul Panaro (Foto Gianluca Diegoli)

Da una parte le idiozie e le dichiarazioni rilasciate solamente per dare aria ai denti, dall'altra proposte e idee per ripartire e dare un aiuto concreto alle comunità di Finale Emilia e San Felice sul Panaro. Così la politica si è espressa sulle scosse di terremoto che nelle ultime ore si sono abbattute nella bassa modenese.

LA PADANIA SI STA STACCANDO - A Rovato, nel bresciano, il segretario cittadino della Lega Nord Stefano Venturi, pensando di risultare simpatico, domenica mattina ha così commentato il sisma su Twitter: "Terremoto nel nord italia... Ci scusiamo per i disagi ma la padania si sta staccando (la prossima volta faremo più piano)...". Testuali parole, mentre la macchina dei soccorsi si stava mettendo in moto e gli abitanti si erano riversati in strada per lo spavento. A tempo di record, i vertici leghisti lombardi hanno chiesto e ottenuto le dimissioni di Venturi chiedendo scusa per queste parole fuori luogo.

SGARBI - "Se il terremoto avesse colpito nel meridione la tragedia sarebbe stata doppia". Parola di Vittorio Sgarbi. Il noto critico d'arte, ferrarese di nascita, è stato interpellato dall'AdnKronos in merito al sisma che ha colpito la provincia estense e ha rilasciato dichiarazioni quanto mai controverse. "In Abruzzo stanno fermi a pensare che lo Stato sia inetto, senza reagire", ha commentato l'ex Sindaco di Salemi, sottolineando come se il terremoto che ha colpito l'Emilia avesse fatto tremare "il Molise, l'Abruzzo o altre Regioni del Sud Italia, allora la tragedia sarebbe doppia". Di tutta la vicenda del terremoto in Emilia,  "l'aspetto positivo è che, come nel Friuli, la ricostruzione sarà rapida, mentre nel meridione sarebbe stata una catastrofe". Questo perché "gli emiliani non staranno certo con le mani in mano, mentre in Abruzzo, all'Aquila si vive d'inerzia, tutto è fermo come all'inizio, si aspetta solo che lo Stato faccia qualcosa e intanto ci si piange addosso". Anche sul patrimonio culturale gravemente danneggiato dal terremoto, nell'Emilia "il territorio interverrà sicuramente - ha detto Sgarbi - Sono molto ottimista perché conosco la disponibilità psicologica emiliana, il senso civico, imprenditoriale, amministrativo. Insomma, non staranno fermi e sono convinto che tra un mese saranno già ripartiti. All'Aquila son passati tre anni - conclude il critico - ma è tutto esattamente come all'indomani del sisma. Stanno mani in mano, ad aspettare".

INDENNIZZI? - Tornando fra Secchia e Panaro, centrodestra e centrosinistra si organizzano in modi diversi a sostegno delle popolazioni colpite. Elisabetta Aldrovandi, membro del Coordinamento Provinciale del Pdl e Consigliere Comunale a Medolla, ha esortato i parlamentari e in particolare gli esponenti del suo partito a rifletttere sull'opportunità della conversione in legge del dl che prevede "l'eliminazione della facoltà, per coloro che hanno subìto danni da calamità naturali, di chiedere l'indennizzo allo Stato, obbligandoli a stipulare polizze assicurative". Secondo il consigliere comunale, "Si tratta di un provvedimento  di assoluta gravità, in un momento di estrema difficoltà per le famiglie e per le imprese, duramente colpite da questa improvvisa tragedia". Sempre dal Pdl, la vicepresidente dei deputati berlusconiani Isabella Bertolini ha confermato l'impegno per la causa della bassa modenese: "Chiederò in Parlamento azione straordinaria per il territori e le popolazioni colpite", ha dichiarato.

CIRCOLI PD - Anche il Pd non è rimasto a guardare: "La struttura organizzativa del Pd si è messa a completa disposizione delle istituzioni e degli amministratori evitando comunque iniziative spontanee d'intesa con gli stessi - ha assicurato Davide Baruffi, segretario provinciale - Già da domani (lunedì 21 maggio) valuteremo come supportare iniziative di sostegno e di solidarietà, anche economica, attraverso la rete dei nostri circoli e delle nostre feste. È indispensabile che da parte di tutti venga un segnale concreto di vicinanza e disponibilità. Si tratta di un'altra prova durissima alla quale non ci sottrarremo, come partito e come istituzioni, ma soprattutto come comunità: nei momenti più difficili i modenesi hanno sempre dimostrato di sapersi unire e di reagire con grande coesione e solidarietà. Lo stiamo facendo anche ora, con dolore, dignità, determinazione".

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