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Calanchi, l'oro nero di Sassuolo e Fiorano. Un segreto antico 6 mila anni

 

Visitando i territori tra Maranello e Sassuolo si notano spesso luoghi con grandi distese grigie. Qualcuno potrebbe pensare che siano rocce, ed invece sono calanchi argillosi, quello che sarebbe diventato l'oro di Sassuolo. Se facciamo un passo indietro nella storia, andando al periodo post bellico, il territorio di Sassuolo e Firoano era molto depresso, non solo non c'era lavoro, ma non c'erano neppure attività industriali importanti.

Si viveva ancora di agricoltura, finché alcuni industriali locali non compresero che quei calanchi fossero in realtà pozzi di petrolio. Infatti, se già nel 1741 nasceva la prima ceramica, si trattava di attività artigianali di modesta dimensione, ma ecco che negli anni '70 e '80 arriva il boom economico della zona e nasce il Distretto Ceramico di Sassuolo. La crescita economica del territorio basata sulla ceramica tuttavi era la seconda, e non la prima, perché infatti 6.000 anni prima nella stessa area geografica avvenne un boom economico simile. Si chiama Cultura di Fiorano, un evento storico realmente incredibile.

Da un momento all'altro i piccoli villaggi con case din paglia e fieno, diventano una delle produzioni artigianali più potenti del nord Italia grazie alla creazione di prodotti in ceramica, usando la medesima argilla che 6 mila anni dopo sarebbe stata usata dalle ceramiche sassolesi. E qui nasce il mistero, perché improvvisamente, dopo più di mille anni di attività, la Cultura di Fiorano sparì nel nulla.

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