Unimore presenta l'offerta formativa. Ingegneria passa a numero chiuso

Crescono i corsi di laurea sotto l'egida dell'Univerità di Modena e Reggio Emilia, che vanta ottime performance in tutti i campi. Il boom di iscritti "costringe" l'Ateneo all'aumento delle tasse

Due nuovi corsi di laurea triennale targati Ingegneria, uno a Mantova e l'altro a Reggio Emilia, una new entry intitolata Storia e culture contemporanee (ma per esaurire un altro corso analogo). Il numero programmato per alcuni corsi dello stesso dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari. Un rincaro delle tasse di 100 euro l'anno, per chi se lo può permettere, annunciato e confermato. 

Sono le principali novità dell'offerta formativa 2018-2019 dell'Università di Modena e Reggio Emilia, illustrata oggi a Modena (in videoconferenza con la sede di Reggio) dal rettore Angelo Andrisano, dal prorettore Sergio Ferrari, dal delegato alla Didattica Marco Sola, dalla dirigente Paola Michelini. Per le immatricolazioni al prossimo anno accademico si procede solo online, a partire dal 23 luglio: i corsi di studio passano da 81 a 83, grazie dunque al contributo di Ingegneria, 10 dei quali interateneo e 79 quelli gestiti direttamente da Unimore (Design dell'innovazione e Quaternario, preistoria e archeologia si tengono a Ferrara, Advanced Automotive Electronic Engineering a Bologna, Filosofia a Parma: sono tutte lauree magistrali). Più in particolare, il piano didattico consente di scegliere tra 41 corsi di laurea triennale, sei corsi di laurea magistrale a ciclo unico (di cinque o sei anni: Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, Farmacia, Giurisprudenza, Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria e Scienze della Formazione Primaria), e 36 corsi di laurea magistrale (biennali).

Ma ecco i due nuovi corsi di laurea triennale: quello interdipartimentale in Ingegneria Informatica esordirà a Mantova, ad accesso libero, mentre l'altro, di scena a Reggio, è un corso triennale professionalizzate ad accesso programmato (50 posti) in Ingegneria per l'industria intelligente, istituito d'intesa gli Ordini professionali dei periti di Mantova, Modena e Reggio. Altra novità è il corso di laurea triennale in Storia e Culture contemporanee: interamente riprogettato dal dipartimento di Studi linguistici e culturali, sostituirà il corso di laurea triennale in Scienze della Cultura che andrà in esaurimento. 

"Rilevante", per i vertici Unimore, anche la decisione di introdurre col nuovo anno accademico il numero programmato per alcuni corsi di laurea triennale del dipartimento Enzo Ferrari: Ingegneria Informatica (240 posti), in Ingegneria del Veicolo (299 posti) e Ingegneria Meccanica (299 posti).

"L'offerta formativa per il nuovo anno accademico- commenta Andrisano- contiene importanti novità che testimoniano l'impegno dell'ateneo a mantenere aperto un costante dialogo col territorio, al fine di costruire percorsi di studio in grado di rispondere alla diffusa domanda di professionisti altamente qualificati e, altresì, in grado di inserirsi con facilità nel mercato del lavoro". Si tratta di "una preoccupazione che da anni accompagna le scelte di Unimore, come dimostrano anche i dati occupazionali dei nostri laureati certificati dal consorzio interuniversitario Almalaurea", insiste il rettore su questo fronte dopo gli stessi recenti dati sugli universitari che trovano lavoro: "I nostri laureati, anche grazie alla attenta attività di orientamento e job placement che svolgiamo, trovano occupazione nella stragrande maggioranza dei casi già entro il primo anno dal conseguimento del titolo". 

È in tutto questo che si inserisce il rincaro delle tasse deciso quest'anno dopo varie stagioni di stasi: Andrisano alla conferenza di oggi in rettorato cita i 6.000 studenti esenti, pari al 25%, che proprio i rimborsi ministeriali non hanno coperto, e così "abbiamo ritenuto di aumentare di alzare di 100 euro la tassa di immatricolazione per gli studenti collocati nella fascia massima di reddito, per chi se lo potrà permettere" insomma. Visto che Unimore resta uno degli atenei italiani con maggior percentuale di studenti esenti (23.000 euro di Isee famigliare la soglia) insieme con Ferrara, Bologna e Pavia, per coprire le borse di studio quest'anno si era già fatto ricorso alle risorse del 5 per mille e anche al fondo di riserva dell'Ateneo.

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