Curiosità Modenesi | I segreti di Giovanni Pico della Mirandola raccontati dallo scrittore di best seller Carlo A. Martigli

Giovanni Pico della Mirandola non ebbe solo un'eccezionale memoria, ma fu uno dei filosofi più perseguitati dalla chiesa al suo tempo. I segreti del genio sono stati svelati dallo scrittore Carlo A. Martigli nel suo best seller "999 L'Ultimo Custode"

Carlo Adolfo Martigli è uno degli scrittori italiani più importanti del nostro paese e più venduti all'estero, nonché rappresenta il genere del thriller storico italiano. Uno dei suoi romanzi più di successo "999 L'Ultimo Custode" racconta una figura a noi tanto vicina geograficamente, quanto lontana per via dei segreti che lo avvolgono. Si tratta di Giovanni Pico della Mirandola, da tutti conosciuto come l'uomo che ricordava tutto, ma pochi sanno che fu filosofo e tra gli uomini più perseguitati dalla chiesa. Ecco l'intervista a Carlo A. Martigli sul suo romanzo e su Giovanni Pico della Mirandola:

 Chi era Giovanni Pico della Mirandola e che rapporta si è costruito tra lei e questo personaggio?
E' stato uno dei più grandi filosofi dei nostri tempi, ma non solo. E' stato il vero rappresentante del Rinascimento italiano, ovvero della rinascita di tutto il mondo occidentale. Lui sta a Leonardo da Vinci, come la Grecia sta a Roma, dove la Grecia rappresenta il pensiero e Roma l'azione. E credo non vi sia dubbio che è il pensiero a guidare l'azione. E io ho preso questa massima come principio per la mia vita.  

Perché il suo libro 999 L'Ultimo Custode è diventato un best seller?
Perché sono bravissimo, come dimostrano anche gli altri miei romanzi successivi, letti in tutto il mondo! Il passa parola, poi, è stato determinante: ogni lettore lo ha consigliato a un altro. E' quello che sta accadendo al mio nuovo romanzo, La Scelta di Sigmund, forse più interessante, più divertente e più intrigante ancora di 999 L'Ultimo Custode. 

Si dice che Giovanni Pico fosse un alchimista, ci sono prove certe delle sue ricerche scientifiche?
No, non era un alchimista. Non nel senso che cercasse la trasmutazione del piombo in oro, come generalmente si immagina un alchimista. Lo era con il pensiero, nel senso che è stato l'artefice del passaggio tra il buio dell'ignoranza (il piombo scuro)  e la luce della conoscenza (l'oro luccicante).    

 Perché era così perseguitato dalla chiesa?
Lo sarebbe anche adesso. Più di cinquecento anni fa aveva compreso che le guerre di religione non esistono. E' l'uomo che invoca Dio per giustificare le sue azioni peggiori, come se fosse al suo servizio. Nel 1487 voleva indire a sue spese un concilio tra tutti i saggi del mondo, per arrivare a unificare le tre religioni monoteiste, il cristianesimo, l'islam e l'ebraismo. Un precursore geniale. 

Qual è il grande segreto di Giovanni Pico della Mirandola?
Ne ha svelati tanti e altrettanti sono stati occultati con la sua morte. Oltre a ritenere che esistesse un unico Dio per tutte le religioni e nessuna avesse il primato, indicò che forse la Creazione era più vicina al femminile che al maschile. Lo disse anche Giovanni Paolo Primo, nel giorno dell'Angelus, due settimane prima della sua morte, che ancora non trova spiegazione.

 E' mai stato a Modena o nel modenese?

Conosco Modena benissimo, nella mia vita precedente (quella nella Finanza, prima delle mie dimissioni) vi ho anche lavorato e vi conservo ancora molti amici. E naturalmente sono andato molte volte a Mirandola, prima del disastroso terremoto. Quello che mi ha colpito di più di Pico della Mirandola, oltre al suo genio, è stata la sua vita.

Cosa l'ha affascinata di Giovanni Pico per renderlo protagonista di un suo romanzo?

Era l'uomo più ricco d'Italia, forse il più bello, alto quasi un metro e novanta con i capelli biondi e gli occhi azzurri, era amato da molte donne ma ne amò una sola, e spese metà del suo patrimonio in libri per donare agli uomini la sua conoscenza. Credo possa bastare, è stato un esempio grandioso, ed è per questo che l'ho voluto  ome protagonista del mio primo romanzo di successo mondiale.

 Il suo libro è tradotto in più lingue, come hanno reagito i lettori stranieri a questo personaggio?
Un aneddoto riguarda la Cina: l'editore mi ha scritto, in italiano fortunatamente, che il romanzo è stato accolto in modo straordinario e che dalla sua lettura hanno capito perché l'Italia è stata così importante per l'Occidente. Insomma ha sdoganato l'immagine migliore dell'Italia, non solo pizza, mafia e mandolino!

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Che progetti ha in mente e quali sono i suoi sogni per il futuro?
I progetti e i sogni si fondono insieme: scrivere è la mia passione e continuerò a farlo sempre. Come per gli altriromanzi, La Scelta di Sigmund mi sta dando enormi soddisfazioni. La gente mi scrive, mi ringrazia e mi sprona. Non potrei volere di più dai miei lettori che continuano ad aumentare a ogni romanzo.

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