Simulano un furto in casa per incassare l'assicurazione, coppia nei guai

A Carpi marito e moglie dovranno rispondere in tribunale delle accuse di simulazione di reato e truffa aggravata. Dopo aver subito un furto di argenteria, hanno stipulato un assicurazione e hanno denunciato un reato-fotocopia sperando di ingannare la Polizia

Gli agenti di Polizia del Commissariato di Carpi, dopo diversi mesi, sono venuti a capo di un'indagine per furto, che ha avuto risvolti del tutto inaspettati. Lo scorso 4 febbraio, infatti, una coppia di coniugi carpigiani aveva denunciato di essere stata visistata dai ladri nella propria abitazione e di aver subito il furto dell'argenteria, per il considerevole valore di 20.000 euro.

Quello che sembrava un furto come tanti, ha invece rivelato da subito alcune stranezze. Dopo aver svolto il sopralluogo, gli agenti si sono infatti insospettiti per alcuni aspetti non di poco conto: la casa era dotata di un impianto di allarme, che però non era stato inserito in corrispondenza della presunta intrusione dei malviventi. Non solo. Le stanze della casa non erano minimamente a soqquadro, come si immaginerebbe per una razzia domestica, e i segni di effrazione sulla finestra utilizzata dai presunti ladri non sembravano recenti.

Tutti questi indizi hanno fatto dubitare gli investigatori, i cui timori si sono poi concretizzati grazie ad uno scambio di informazioni con i "cugini" dell'Arma dei Carabinieri. La coppia, infatti, aveva già denunciato ai militari un furto identico nei mesi precedenti, ma si era ben guardata dall'avvertire la Polizia. In più, dopo il furto del 2016 i coniugi avevano stipulato un'assicurazione, proprio per il valore di 20.000 euro.

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A quel punto lo spazio per la fantasia è definitivamente svanito e i due carpigiani hanno dovuto affrontare la realtà, ossia la denuncia a piede libero da parte del Commissariato. L'accusa è duplice: da un lato la simulazione di reato per il secondo furto mai avvenuto, dall'altro la truffa aggravata nei confronti della compagnia assicurativa.
 

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