Corruzione, banchiere brasiliano catturato dai carabinieri a Maranello

Henrique Pizzolato, 61 anni, ex direttore marketing del Banco do Brasil, aveva lasciato il suo Paese lo scorso novembre per sfuggire a una condanna di 12 anni e 7 mesi di reclusione per corruzione, associazione per delinquere e riciclaggio

Henrique Pizzolato

Da Brasilia a Maranello con una condanna a 12 anni e 7 mesi di reclusione sulle spalle. È questa l'incredibile vicenda di Henrique Pizzolato, ex direttore marketing del Banco do Brasil che rientra fra i 25 condannati del processo "Mensalao", la tangentopoli brasiliana. L'uomo, arrestato dai carabinieri, è stato trovato in possesso di un passaporto falso e, sfruttando la doppia nazionalità italo-brasiliana, nei mesi scorsi aveva lasciato il suo Paese natale per sottrarsi all'arresto.

Il banchiere era stato condannato per corruzione, associazione per delinquere e riciclaggio per lo scandalo "Mensalao", scoppiato in Brasile nel 2005. Era il sistema di mazzette mensili pagate dal Pt, il Partito dei Lavoratori (all'opposizione) che garantivano il voto dei deputati a favore del governo di Lula. Per dodici dei 25 condannati, tra cui il potente ex braccio destro di Lula, José Dirceu, nel settembre scorso è stata disposta la revisione del processo. Pizzolato sarebbe stato il primo finire dietro le sbarre il 13 novembre scorso, ma quando gli agenti si erano presentati a casa sua avevano trovato solo i familiari: l'ex esponente del Pt si era già reso uccel di boscoPizzolato avrebbe raggiunto in auto il Paraguay per poi prendere un aereo verso l'Italia. "Ho deciso di far valere il mio legittimo diritto di libertà per essere sottoposto ad un nuovo giudizio in Italia, in un tribunale che non è sottoposto alle imposizioni dei media controllati dall'imprenditoria, come è previsto nel trattato di estradizione tra Brasile e Italia", aveva poi scritto in una lettera.

Dal canto suo, il ministro della Giustizia brasiliana, José Eduardo Cardozo, aveva reso noto a dicembre che, nel caso di mancata estradizione di Pizzolato, sarebbe stato chiesto all'Italia di far scontare sul proprio territorio la pena prevista per il banchiere. Inevitabile ricordare come sulla vicenda vada a pesare il caso contrario di Cesare Battisti, condannato in Italia per terrorismo al quale il governo brasiliano ha concesso l'asilo politico. In Brasile era temuta l'ipotesi di una "rappresaglia" con Pizzolato negando l'estradizione, anche per il fatto che l'uomo gode comunque di cittadinanza italiana. In questo caso, era stato annunciato che sarebbe stato chiesto all'Italia, per l'appunto, di far scontare sul proprio territorio la pena prevista.

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