Autosalone aperto e chiuso in una settimana, maxi truffa a Savignano

Auto in vendita in un negozio allestito lungo via Tavoni, annunci online e prove su strada con i clienti. Una volta incassati i soldi, però, l'azienda si volatilizza. Indagano i Carabinieri

Due Audi Q2, una Mercedes C Coupè, Classe A e GLC, una Volkswagen Golf e una Polo, ed anche una Fiat Panda. Otto automobili usate poste in vendita nell'autosalone "Auto Zentrum" aperto a inizio gennaio in via Tavoni a Savignano s/P, nonchè reclamizzate da annunci e "negozi virtuali" sulle piattaforme Autoscout24 e Subito.it. Ottimi affari che hanno attirato l'attenzione di alcuni potenziali clienti, i quali per non lasciarsi sfuggire l'occasione hanno contattato in tempi rapidi i venditori ai numeri forniti sui siti web. Alcuni degli acquirenti sono stati invitati a "toccare con mano" e nella settimana tra il 14 e il 22 gennaio hanno anche potuto provare i mezzi sulle strade modenesi. Chi è stato persuaso all'acquisto ha versato caparre per bloccare le auto, altri hanno concordato il prezzo finale e hanno effettuato i bonifici per l'intero importo relativo all'auto. Poi si è chiuso il sipario sulla messinscena.

Il 23 gennaio le tre vetrine affittate a Savignano si sono svuotate e gli annunci online sono spariti. Insieme a loro si sono volatilizzati anche i tre giovani venditori che avevano aperto l'impresa, gestito i contatti con i clienti e le prove su strada Infine - ovviamente - non è rimasta più nessuna traccia neppure del denaro versato sul conto bancario, anche questo aperto e chiuso nel giro di una settimana. Una decina circa le persone rimaste truffate, le quali avrebbero dovuto ritirare i veicoli giovedì scorso, salvo scoprire che mercoledì i venditori avevano già levato le tende.

I Carabinieri di Savignano sono da giorni alle prese con le indagini su quella che sembra configurarsi come una truffa in grande stile, curata con grande attenzione al dettaglio. Non il classico raggiro messo in atto con falsi annunci sul web, ma un livello "superiore" di perizia criminale, che si è basato sull'allestimento di un autosalone fittizio, utile solo come "set fotografico" e base logistica per fornire un alone di serietà a tutta l'operazione. 

Gli investigatori dell'Arma stanno ricostruendo passo passo l'identità delle persone coinvolte e cercando di tracciare il flusso di denaro e la provenienza dei veicoli utilizzati. Il volume complessivo della truffa si attesterebbe addirittura intorno ad un milione di euro.

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