Truffe a decine di filiali bancarie, due 35enni nei guai per falso

Due 35enne di origine napoletana hanno colpito in diveri parti d'Italia aprendo conti correnti con documentazione falsa. Un'agenzia di Modena, isospettita, ha dato via alle indagini dell'Arma, ancora in corso per tracciare i flussi di denaro

Sta pian piano emergendo attraverso le indagini dei Carabinieri di Modena il disegno criminale di due cittadini di 35 anni, considerati a vario titolo autori di truffe e tentate truffe ai danni di decine di istituti di credito attraverso la falsificazione di documenti. L'inchiesta è nata dopo la segnalazione di una filiale modenese del Monte dei Paschi di Siena, il cui personale ha chiesto l'intervento dei militari dopo che un uomo aveva richiesto l'apertura di un conto corrente a nome di un suo conoscente, esibendo una vasta documentazione per le pratiche burocratiche. Il 35enne, tuttavia, non aveva mai posto domande sui costi di attivazione e sui servizi offerti, come se fosse del tutto disinteressato al reale funzionamento del conto, cosa che qualsiasi normale cliente metterebbe invece al primo posto.

Il cliente aveva presentato una carta di identità elettronica, una patente, tessera sanitaria, un contratto di lavoro e due buste paga, tutte riferite ad un suo coetaneo. Gli accertamenti dell'Arma hanno permesso di scoprire che diversi documenti erano in realtà falsi, compresi quelli relativi all'occupazione lavorativa che il diretto interessato, che mai era stato impiegato in quell'azienda. Così, quando il 35enne si è presentato per il secondo appuntamento in banca, ad attenderlo c'erano i carabinieri, che lo hanno tratto in arresto per la falsificazione di un documento valido per l'espatrio (la carta di identità) e denunciato per tentata truffa. Stesse accuse sono state mosse al "socio", che lo accompagnava in città e che è stato denunciato a piede libero per il concorso nei reati.

Scavando a fondo nelle attività dei due truffatori - entrambi originari della provincia di Napoli e ora disoccupati - si è aperto un giro d'affari di notevoli proporzioni. La stessa tecnica è infatti stata adottata per mettere a segno truffe analoghe in varie province d'Italia, tra cui Perugia, Torino, Firenze e Brescia. In ogni città venivano aperti conti in 5 o 6 diversi istituti, utilizzando documenti falsi, email e cellulari aperti per l'occasione e riconducibili a diverse persone fisiche reali ma estranee al reale utilizzo del servizio. I conti erano tutti finalizzati a far transitare flussi di denaro come finanziamenti, mutui, assegni e altro: l'esatta entità e le modalità delle frodi sono ancora al vaglio degli inquirenti.

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