Promette un posto di lavoro in Tribunale e organizza un finto concorso, denunciata

Nei guai una 45enne modenese, che ha raggirato una conoscente facendosi consegnare denaro per avere la garanzia di essere assunta come segretaria nelle Cancellerie dei palazzi di giustizia. Aveva tentato anche con un'altra persona

Prima si era fatta consegnare 3.000 euro per "oliare" le sue conoscenze e far ottenere un fantomatico posto di lavoro, poi altri 250 per l'iscrizione ad un altrettanto inventato concorso pubblico "pilotato", con tanto di ricevuta, libri e dispense per preparare l'esame. Protagonista di questa singolare truffa è stata una 45enne modenese, denunciata in questi giorni dai Carabinieri dopo che la vittima ha segnalato quanto era accaduto.

I fatti risalgono allo scorso settembre, quando la donna era riuscita a convincere un'amica della possibilità di farle avere un posto di lavoro sicuro. Vantando conoscenze nelle alte sfere della giustizia locali, la truffatrice aveva fatto credere di poter far assumere la conoscente nella cancelleria del Tribunale (o della Procura) come segretaria. Ingolosita dalla proposta e forte della fiducia di una conoscenza di lunga data, la vittima ha così consegnato la somma di 3.000 euro per avviare il procedimento, già di per sè non molto "pulito".

Un paio di mesi dopo la 45enne è tornata alla carica, spiegando che ormai l'assunzione era cosa fatta, ma che sarebbe stato comunque necessario - almeno formalmente - superare un concorso pubblico. Per questo si è fatta consegnare altri 250 euro a titolo di iscrizione, restituendo anche una ricevuta di avvenuto pagamento e fornendo al'amica libri e dispense per prepararsi alle materie d'esame e di lavoro.

I sospetti sono però via via cresciuti e di fronte alle mancate conferme sull'effettiva possibilità di essere assunta - che logicamente tardavano ad arrivare - la vittima ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri. Gli investigatori dell'Arma hanno quindi ricostruito l'intera vicenda, smontando pezzo dopo pezzo le promesse della donna e scoprendo per altro che un'altra persona della sua cerchia di amicizie era stata contattata con le stesse motivazioni. Ora la 45enne dovrà rispondere dei reati di truffa e millantato credito.

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