Un gruppo di giocatori incalliti si inventa la "truffa della Sisal"

Truffato per 2.500 euro un bar del centro di Spilamberto. Gli organizzatori del colpo sono un gruppo di amici residenti nella zona di Pomezia, che hanno intascato il denaro per rigiocarlo immediatamente sui propri conti online. Denunciati dai Carabinieri

Dovranno rispondere dei reati di truffa e di riciclaggio nove persone residenti sul litorale romano, nella zone di Pomezia, identificati dai Carabinieri come gli autori di una truffa messa a segno lo scorso gennaio ai danni di un esercizio di Spilamberto. Si tratta di un bar con annesso centro scommesse situato nella piazza del paese, la cui dipendente era stata raggirata telefonicamente e convinta a versare denaro sui conti dei truffatori.

Un uomo aveva chiamato qualificandosi come un addetto Sisal, il gruppo che opera nel settore del gioco d'azzardo come Concessionario dello Stato, sostenendo che l'esercizio avrebbe dovuto pagare alcune somme arretrate, pena la "disconnessione" dalla piattaforma per le scommesse. Sopraffatta dalla preoccupazione, la dipendente aveva acconsentito ad effettuare i versamenti, senza purtroppo percepire le insolite coordinate fornite.

Il truffatore ha infatti richiesto che il denaro fosse versato in varie trache: quattro depositi da 500 euro ciascuno su altrettanti conti PostePay e cinque versamenti su conti di gioco online. Una somma complessiva di 2.500 euro che in breve tempo è sparita insieme al finto operatore Sisal.

Dopo una serie di indagini complesse, per via della mole dei dati da incrociare, i Carabinieri di Spilamberto – ormai specializzati in questo genere di attività – sono riusciti a dare un nome e un cognome a tutte le persone coinvolte. Il denaro era infatti stato distribuito sui conti di nove persone, tutti conoscenti e vicini di casa, tra i trenta e i quaranta anni. I soldi erano andati ad alimentare ulteriori scommesse online, vizio condiviso da questi truffatori romani. Non si esclude che il gruppo abbia messo a segno altri colpi analoghi.

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