Menani contro chiusura Cie: “Senza alternative, gravi rischi per la sicurezza”

Il Vicesindaco di Sassuolo lancerà un appello al Ministro Alfano ed al Prefetto di Modena per evitare la chiusura del Cie senza prima individuare alternative per i clandestini a piede libero: “Serve certezza dell'espulsione”

“Chiudere il Cie di Modena, così come chiudere qualsiasi altro Cie, e soprattutto senza un alternativa, costituisce uno sbaglio politico ed amministrativo che avrà effetti gravissimi sul terreno della sicurezza”, queste le parole del Vicesindaco di Sassuolo Francesco Menani, all'indomani della cessazione delle attività nella struttura modenese. L'esponente di centrodestra aggiunge: “Per questo chiediamo la revoca della decisione e l’avvio di un ragionamento sulla gestione di questi centri che ne garantisca il buon funzionamento e non certo ne provochi la chiusura” 

Menani, che è anche Assessore alla sicurezza, ha invitato il Ministro dell’Interno e Vicepremier Angelino Alfano ed il Prefetto di Modena a rivedere la decisione di chiusura dei Cie locale, dimostrandosi di ben altro avviso rispetto agli esponenti democratici, che in queste ore hanno espresso soddisfazione per la chiusura di via Lamarmora.

“Ritengo che il declino del Cie di Modena sia partito dall’assegnazione della gestione con bando al massimo ribasso, procedura sbagliata per un compito di tale complessità, ad una cooperativa siciliana che si è poi dimostrata inadeguata rispetto all’impegno – sottolinea il Vicesindaco – Avremmo auspicato però che i nuovi problemi di gestione fossero affrontati e risolti dal precedenti Prefetto e non trascinati fino all’arrivo del nuovo Prefetto a tempi già scaduti”.

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“A meno che l’intenzione del Governo, non sia quella di lasciare i clandestini liberi di circolare liberamente sul nostro territorio, per i Cie sarebbe necessario più che una operazione di smantellamento, quella di un rilancio, con controlli e regole chiare di gestione che garantiscano, insieme al rispetto di diritti di chi ci è entrato, la certezza dell’espulsione per chi non ha il diritto di restare nel nostro Paese – conclude Menani - e che per questo deve tornare nel Paese dal quale è venuto”.

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