La storia di Gian Lorenzo Bernini dietro al busto di Francesco I d'Este

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E' il simbolo della Galleria Estense ed è probabilmente l'opera d'arte nel territorio modenese dal più alto valore economico e artistico. Certo non è facile quantificare un oggetto la cui bellezza è evidentemente solo qualitativa, ma sapere che un duca modenese, in questo caso Francesco I, fu ritratto in un busto scolpito dal maestro Gian Lorenzo Bernini rende onore al nostro ducato. Le cose andarono esattamente così? Non proprio. 

Gian Lorenzo Bernini è rimasto alla storia come il grande genio dietro al concetto dell'arte parigino di Luigi XIV e della sua Reggia di Versailles. La grandiosità del Re Sole era il centro di un'arte che esalta sè stessa attraverso il lusso e le dimensioni. Bernini stesso partì da Roma per raggiungere Parigi e ritrarre Luigi XIV. Il fatto è che così non accadde per il nostro duca Francesco I, infatti i due non si incontrarono mai. 

Bernini era considerato un genio e considerava sè stesso un dio sceso in terra che concedeva un po del suo talento ai poveri mortali, e così l'opera più importante della nostra Galleria Estense in realtà non è altro che il frutto di schizzi disegnati su fogli che vennero inviati dalla corte estense al maestro, in modo che avesse una mezza idea di com'era il volto di Francesco I. 

Quando il busto arrivò a Modena, secondo la testimonianza di Andrea Borboni, autore del trattato Delle Statue, uscito nel 1661, il duca Francesco I si innamorò del proprio busto. Lo osservava continuamente, senza sosta e con un'ammirazione tale che forse si era dimenticato che il suo autore non aveva voluto muoversi da Roma alla capitale del suo ducato per incontrarlo. 

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