Un cofano nella palude, affonda nel degrado il parcheggio accanto al Mef

Furti, vandalismi, droga, prostituzione, mezzi abbandonati, rifiuti e una pessima manutenzione. Non sembra trovare soluzione la situazione di profondo degrado in cui versa il parcheggio utilizzato anche dai visitatori del Museo Casa Natale Enzo Ferrari

Gli anni passano, il Museo Casa Natale Enzo Ferrari di Modena cresce, ma tutt'intorno il degrado non si placa. Suscitano una profonda desolazione le condizioni dell'area retrostante il Mef, in particolare l'area adibita a parcheggio in via Soli, dove le problematiche nate fin dalla sua realizzazione continuano a riproporsi senza che nessuno sembri interessato ad intervenire in modo concreto.

Due anni fa, quando la Ferrari subentrò nella gestione diretta della struttura museale, il parcheggio in ghiaia si presentava in condizioni di manutenzione già di per sè inconcepibili se pensate per ospitare i turisti in visita al museo del marchio automobilistico più blasonato del pianeta. Oggi la situazione è peggiorata, tra buche, pantano, erba incolta e recinzione abbattute, che di fatto rendono l'area davvero impervia in questa stagione invernale.

Aveva destato scalpore anche il tappeto di preservativi che ricopriva i posteggi più "isolati", utilizzati dalle prostitute della zona Tempio come postazione per consumare rapporti sulle auto dei propri clienti. Complice la cattiva stagione e – vogliamo concederlo – la brillante operazione della Polizia che ha momentaneamente affievolito il fenomeno nelle strade della zona, ora la situazione pare migliorata. 

Ma altri problemi si fanno largo. Ai preservativi si è sostituita la granella di vetro, frutto dei raid predatori che nelle ultime settimane hanno mandato in frantumi circa una decina di finestrini d'auto. A questo si aggiunge poi l'abbandono di rifiuti, che trova il proprio culmine in un veicolo fermo da tempo al margine del parcheggio, accanto al cumulo di terra di riporto che ingombra parte dell'area per consentire la realizzazione del sottopasso ex Benfra. Si tratta di una vecchia Fiat Punto, aperta e colma all'inverosimile di ogni genere di mercanzia che , inspiegabilmente abbandonata.

Non poteva mancare una finestra anche sul consumo di droga, che in tutta l'area della fascia ferroviaria è una piaga nota da tempo. Alcuni sbandati e tossicodipendenti hanno infatti preso possesso dell'area verde dell'ex ghiacciaia, il palazzo fatiscente che si trova accanto al Museo. Aprendosi un varco nella recinzione, il cortile è diventato luogo di bivacco, con rifiuti di ogni genere e siringhe usate.

Tutti elementi che, sommati ai fatti di cronaca recente, fanno capire come la tanto auspicata riqualificazione della zona resti ancora un miraggio. Pur trattandosi di un'area in continua trasformazione, non può che stridere in maniera poco comprensibile la curatezza del Mef e la desolazione dell'area adiacente, che continua ad essere un pessimo biglietto da visita per i turisti.

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