Magner Bein | Le tradizioni gastronomiche modenesi che abbiamo appreso dai celti

Quando si assaggia un pezzo di gnocco fritto, o si taglia una fetta di salame, o si mangia un cicciolo forse non tutti sanno che stiamo mangiando prodotti che derivano direttamente dalla cucina celtica

A volte non sono dei veri e propri piatti che sono arrivati a noi tramite antichi popoli, ma ingredienti e metodi di cucina che abbiamo appreso da chi è venuto prima di noi. E' il caso dei celti, o galli boi, provenienti dalla Gallia, attuale Francia settentrionale, che conquistarono il territorio modenese attorno al IV secolo a.C. All'epoca della loro invasione il territorio emiliano era occupato dagli etruschi che avevano costruito una società organizzata, basata non sulla guerra come avveniva in molte altre zone d'Europa e d'Italia, ma su un fiorente commercio tra città. I Galli Boi erano tutto il contrario, ovvero combattenti abituati alla guerra, e ciò è fondamentale per analizzare la loro alimentazione ipocalorica. 

Infatti, se gli etruschi prediliegavano sulla tavola uova, fave, miele, frutta e verdura, optando per carni semplici, al contrario i Galli Boi basavano la loro dieta sui due tipi di alimenti che potevano dare loro forza, e che sono anche oggi alla base dell'alimentazione di chi fa palestra, ovvero carboidrati e proteine, anche se la loro dieta era più ipocalorica di quella di un atleta. Infatti, questa popolazione prediligeva la carne suina e la sua lavorazione. 

Di quella tradizione sono arrivati noi a oggi tutti i derivati del maiale come il salame modenese, il prosciutto cotto di Vignola e poi gli insaccati come lo zampone e il cotechino. Tuttavia, i Galli Boi avevano già iniziato più di 2.300 anni fa a lavorare anche il grasso del maiale, infatti, si ritiene che le origini del lardo siano molto più antiche di quanto si possa pensare. Ovviamente fanno parte sempre di questa tradizione anche i ciccioli.

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Ovviamente, la lavorazione del lardo e dello strutto avrebbe influenzato non solo la carne, ma anche il pane. Se infatti è proprio nel modenese che si abbinano al pane questi ingredienti è a causa dell'influenza celtica, ottenendo il gnocco fritto e il borlengo. Non solo, se siamo quasi certi dell'origine romana delle tigelle (lo strumento per cucinare), può essere che le crescentine, intese come pane semplice, abbiano anch'esse origine nel nord Europa, e non solo per tipologia di pane, ma anche per il simbolo riportato su di esse che per molti rievoca il simbolo celtico del Sole delle Alpi.

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