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Ritorna al cinema "Modena, la piccola Venezia", le interviste al regista e all'attore protagonista

Orazio Giannone, ideatore e direttore del progetto si racconta insieme a Christian Lugari, il protagonista del film

A seguito dello straordinario successo avuto con la sua prima proiezione, "Modena, La piccola Venezia" torna al cinema Victoria martedì 11 giugno alle ore 21. Come accaduto anche in precedenza, tutto l'eventuale incasso sarà devoluto all’associazione Angela Serra per la ricerca sul cancro. Per l'occasione abbiamo intervistato colui che ha reso possibile la realizzazione di tale pellicola Orazio Giannone.

Com'è nata l'idea di fare un film storico su Modena?
Ormai sono molti anni che scrivo Thriller storici ambientati a Modena e per pubblicizzare i miei libri ho sempre creato dei video che ripercorressero i luoghi storici che descrivevo nei romanzi. Stavo facendo una serie di romanzi su Modena quando aveva i canali e veniva chiamata la piccola Venezia e avrei dovuto realizzare un video di 5/6 minuti. Volendo differenziare quest’ultimo video mi è venuta l’idea di chiedere ad alcuni modenesi se volevano fare un cameo. Non sapendo chi potesse avere l’interesse a partecipare ho contatto quaranta personaggi e ne sono venuti in trentatré. Alla fine il film si è creato da solo ampliando la sceneggiatura in base alle caratteristiche dei personaggi. Potrei dire che è un film nato per caso ed è il più strano e fantasioso girato su Modena.

Sei stato non solo regista, ma anche sceneggiatore, attore, effettista, montatore, costumista e tanto altro. Come sei riuscito a conciliare tutti questi ruoli? 
Per necessità, quando il film ha preso corpo è nata l’idea di realizzarlo per l’Associazione Angela Serra - Com- unimore di Modena, donando tutto l’eventuale incasso alla ricerca sul cancro. Per realizzare un docufilm di questo genere sono necessari molti fondi, purtroppo non ho trovato sponsor, nè offerte di finanziamento da nessuna parte. Ho fatto anche il manager del film, per fortuna ho trovato un accordo con il Victoria Cinema, loro emettono i biglietti e loro versano l’incasso all'associazione. Ho dovuto fare tutto di tasca mia. Ecco il perché ho dovuto ricoprire tutti questi ruoli. Per fortuna quasi tutti gli attori hanno partecipato gratis e molti hanno portato i loro costumi da rievocatori e chi ha interpretato i personaggi vissuti nel '700 li ha noleggiati personalmente. 

Come ti sei sentito nel vedere per la prima volta un tuo film proiettato al cinema e con una sala esaurita alla tua prima proiezione? 
Se ti devo dire la verità non ci credo ancora. Un mese prima dell'uscita del film la sala di 378 posti era già esaurita. Un'emozione impossibile da descrivere. Questo però mi ha fatto nascere molti interrogativi. Forse si poteva fare di più, forse anche altri modenesi potevano vederlo, forse avremmo potuto raccogliere più fondi per la ricerca. Purtroppo con le mie forze sono arrivato fino alla seconda proiezione e sono già veramente contento e soddisfatto.

Cosa ti ha spinto a realizzare questo documentario e a portarlo in sala?
L’amore per la Città di Modena e la sua storia, ma soprattutto il vero motivo è la raccolta fondi per la ricerca sul cancro. Se hanno aperto l’atelier al COM nel progetto "Dalla cura al prendersi cura" significa che il mio film e i miei libri sono stati utili. Questo mi ripaga della sofferenza che ho visto al Com nel periodo che l'avevo frequentato. Il mio intento è quello di sensibilizzare le persone su questo terribile male, trovo che viviamo un momento molto sterile e con poca empatia. Io ho sempre in mente la frase che mi disse un dottore del COM: “Facciamo 100 terapie al giorno”. Anche se ho trovato molte porte chiuse, io vado avanti per la mia strada perché tutti potremmo avere bisogno. Voglio ringraziare tutte le persone che si sono prestate a fare gli attori come il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, Andrea Bosi, Alessio Bardelli, Francesco Folloni, Maria Carafoli, ecc. Vorrei fare un ringraziamento speciale al protagonista Christian Lugari e alla Fondazione Pavarotti. Un grazie al  grande e mitico Andrea Barbi per la sua professionalità e simpatia, si è dimostrato una persona speciale e un bravissimo attore. Barbi con la sua bellissima interpretazione mi ha inspirato le scene dei giocolieri.

Noi di ModenaToday abbiamo avuto la fortuna anche di intervistare l'attore protagonista Christian Lugari che ha dovuto ricoprire il ruolo di un personaggio inconsueto.

Cosa ne pensi del personaggio che hai dovuto interpretare?
E' stato un ruolo interessante e divertente allo stesso tempo; si tratta di un antico spirito delle foreste che incarna in sé l'anima stessa della terra Modenese, dalle montagne alle pianure. Ha visto durante la sua "vita" la nascita e lo sviluppo della città, dalle paludi al susseguirsi delle varie popolazioni che vi ci sono insediate, dagli Etruschi agli Estensi, e pare abbia egli stesso vissuto accanto alle generazioni di modenesi la gloria, la rovina e la rinascita della città. Durante il film il suo compito è quello di accompagnare lo spettatore nella Modena dimenticata e fargli da guida attraverso il tempo e lo spazio. Come figura mi ha ricordato molto Doctor Who della serie omonima della BBC, ma con anche un pizzico di Tom Bombadil.

Quali sono state le maggiori difficoltà che hai riscontrato durante le riprese?
Inizialmente è stato difficile rapportarsi con il green screen e doversi immaginare trasportato in un altro luogo, poi lavorando di fantasia e soprattutto grazie ad Orazio è diventato tutto più semplice. Devo ammettere che non avevo mai recitato per qualcosa così, facendo rievocazione storica mi è capitato di dover interpretare alcune figure storiche durante eventi e battaglie (nello specifico Niccolò III D'Este), ma questa è stata un'esperienza completamente nuova ed io posso solo ringraziare Orazio.

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Quali emozioni hai provato nell'interpretare il ruolo principale di "Modena, la Piccola Venezia"?
E' stato strano vedersi al cinema, nella stessa sala in cui per tanti anni hai visto film come "Lo Hobbit" o "Hunger Games". La verità è che è successo tutto casualmente e me ne sono reso conto solo una volta pubblicati i manifesti, da una piccola parte nei combattimenti medievali si è trasformato in viaggio nel tempo per le vie di Modena. "Un protagonista per caso di un film per caso" dice Orazio, ma sono solo un pezzo di un puzzle formato da tante persone, che hanno donato il loro tempo e l'entusiasmo per una nobile causa. Penso che il bello di questo film sia che la storia di Modena è stata raccontata dai Modenesi per i Modenesi. E' stato emozionante far parte di questo film, e il tutto è stato reso ancora più bello dallo scopo benefico a favore dell'Angela Serra.

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