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Game of Thrones – Voto e recensione di tutte le stagioni

Nel bene o nel male la serie verrà ricordata a lungo come uno degli eventi televisivi più importanti di sempre

Breve recensione NO SPOILER - voto generale: 7,5

Una delle serie televisive più seguite degli ultimi tempi è giunta al termine e ora è tempo di tirarne le somme. Nell'arco di tutte le 8 stagioni ‘Il Trono di Spade’ ha saputo mantenere livelli molto alti su diversi aspetti. Uno tra tutti sono i costumi adottati e le varie scenografie che riescono perfettamente a ricreare il mondo fantastico e medievale nel quale la storia è ambientata. Altre lodi vanno attribuite alla regia, che il più delle volte è stata in grado di sorprendere, accompagnata a un montaggio che in alcuni episodi in particolare risulta avere un ruolo chiave. Infatti la messa in scena delle varie vicende è ottima, merito anche di un gioco di luci ben studiato. Allo stesso modo anche la colonna sonora si è rivelata uno degli aspetti cardine dell’intera serie, in grado di regalare ai fan pezzi musicali che rimarranno nelle memorie a lungo. Il numeroso cast sul quale la serie conta è senz’altro per la maggior parte di alto livello, nello specifico lodi vanno attribuite all’interpretazione di attori come Peter Dinklage, Nikolaj Coster-Waldau, Lena Headey, Sean Bean e molti altri. Al contrario ci sono altre performance che non convincono pienamente come quella di Kit Harington, ma prima fra tutti l’interpretazione di Emilia Clarke che risulta poco espressiva e non adatta al ruolo assegnato. Ciò che però è stato fondamentale per rendere la serie così celebre è la scrittura dei numerosi personaggi e dei vari dialoghi alla quale assistiamo, aspetto però che è risultato in calo nelle ultime stagioni.

Recensione Spoiler di tutte le stagioni

Stagione 1

Voto: 6,5

"L’inverno sta arrivando."

Tutto ebbe inizio nel lontano 2011 quando "Il Trono di Spade" o meglio conosciuto come "Game of Thrones" non era ancora diventato un fenomeno mondiale come ormai effettivamente lo è ora. Come ho già detto tecnicamente la serie ha sorpreso il grande pubblico e la scrittura dei vari dialoghi tra i numerosi personaggi sono ben strutturati. Il problema maggiore di questi primi 10 episodi è il ritmo fin troppo lento. La storia ci mette molte puntate prima di carburare e creare interesse nei confronti del pubblico. La sentenza emanata da Joffrey nei confronti di Ned Stark, reso inizialmente quasi come un protagonista, è stata la vera sorpresa della stagione ed è proprio da questa morte che “Game of Thrones” è partito. Con la prematura dipartita del lord di Grande Inverno la serie vuole dare un chiaro segnale al pubblico: nessuno è al sicuro, qualunque personaggio, che sia uno dei principali o uno secondario, può morire, cosa che distingue tale prodotto da molti altri. Allo stesso tempo le vicende che riguardano Daenerys, rappresentandola come unica speranza di un mondo corrotto, non riesce ancora catturare pienamente il cuore dei spettatori.

Stagione 2

Voto: 8

"Un Lannister paga sempre i suoi debiti."

Questa nuova stagione, a differenza della precedente, riesce a catturare maggiormente l'attenzione del pubblico e si comincia ad empatizzare con i vari personaggi come Rob Stark intento a conquistare Approdo del Re. Al contrario la storia che riguarda Daenerys, la madre dei draghi, non convince ancora. Nel nono episodio della stagione avviene la battaglia delle acqua nere, un combattimento ben eseguito e ben studiato. Degna di lode è la strategia militare particolarmente ingegnosa adottata da Tyrion Lannister che gli ha permesso di resistere dall'assedio di Stannis Baratheon fino all'arrivo del padre con le truppe di Alto Giardino. Inoltre si comincia a percepire la minaccia degli estranei.

Stagione 3

Voto: 9

Vedo dell'oscurità dentro di te. E nell'oscurità vedo degli occhi che mi fissano. Occhi marroni, occhi blu, occhi verdi. Occhi che tu farai chiudere per sempre.”

Da qui la serie è letteralmente esplosa. In tale stagione i numerosi personaggi sono la vera potenza. Ruoli come Brienne e Jaime, che fino ad ora non sono stati particolarmente approfonditi, cominciano ad avere una loro storia ed un'evoluzione molto interessante, riuscendo ad esaltare al meglio le performance di due attori molto capaci. La costruzione del personaggio di Rob Stark è avvenuta molto bene fin dalla prima stagione e viene presentato come uno dei personaggi positivi principali che ricopre un ruolo sempre più rilevante nel corso della storia. Ciò che avviene nella 3x09 è un qualcosa di totalmente inaspettato, probabilmente il colpo di scena meglio riuscito dell'intera serie. La situazione parte in un momento di quiete e di calma e proprio per tale ragione il tradimento di Walder Frey ha un impatto ancora più forte. Inoltre anche le vicende che riguardano il nord con Jon Snow, Bran e Sam cominciano a delinearsi e a catturare l’attenzione del pubblico. Allo stesso modo anche il ruolo di Daenerys comincia ad essere interessante, sebbene Emilia Clarke non sia brillante nell'interpretazione.

Stagione 4

Voto: 9,5

L’amore è la morte del dovere”

La sceneggiatura in queste 10 puntate è veramente lodevole e per questo motivo tale stagione si eleva maggiormente rispetto alle altre. La morte di Joffrey nei primi episodi oltre ad essere inaspettata e ciò che il pubblico attendeva dalla prima stagione. Il motivo di tanto odio nei suoi confronti è per merito di un'ottima scrittura e di una buona interpretazione da parte Jack Gleeson. La costruzione del processo ai danni di Tyrion avvenuta in seguito alla morte del re è veramente ben strutturata e riesce a catturare pienamente l'attenzione dello spettatore. Infine la serie mostra nuovamente una sconfitta brutale da parte del bene nei confronti dei cosiddetti antagonisti con la morte di Oberin contro la Montagna. Altro aspetto fondamentale della stagione riguarda le vicende oltre la Barriera con Jon Snow, che culminano infine in un combattimento ben orchestrato nella 4x09 tra bruti e i guardiani della notte. Un’altra storia che giunge ad una svolta è quella che riguarda Bran Stark che finalmente arriva dal corvo con tre occhi. Inoltre anche il finale di stagione è sorprendente con la morte in particolare di Tywin Lannister, uno dei personaggi cardine della serie. Questa quarta stagione riesce perfettamente a conciliare ritmo, eventi accaduti e personaggi e proprio per tale ragione non gli si può criticare praticamente nulla.

Stagione 5

Voto: 8

A volte bisogna scegliere. A volte è la vita a chiederlo. Ma se un uomo sa chi è, e rimane fedele a se stesso, non sta più scegliendo, sta adempiendo al proprio destino, per diventare chi è destinato ad essere, per quanto penoso sia.”

Rimanere sugli stessi passi delle 2 stagioni precedenti è difficile ed infatti non si è riusciti ad eguagliarle, ma il livello rimane sempre alto. Le vicende di Daenerys con l'arrivo di Tyrion e Vayris si fanno ben più interessanti ed allo stesso modo anche l'avvento a fine della scorsa stagione di Stannis Baratheon nel nord da Jon Snow rende i vari accadimenti più appassionanti. Nel finale della stagione si chiude definitivamente la parabola del fratello minore di Robert risultando sconfitto e perdendo la vita contro Brienne. Gli avvenimenti che riguardano Arya invece sono abbastanza confusi e poco spiegati. Nel contempo finalmente gli estranei si sono mostrati per quello che sono e con tutto il loro potere. La loro minaccia diventa sempre maggiore stagione dopo stagione merito di una scrittura equilibrata e ben studiata fin ad ora. Altro colpo di scena che ha avuto gran impatto è la morte di Jon Snow nel finale lasciando il pubblico nel delirio più totale. In sostanza questa stagione presenta una buona scrittura e un ottimo comparto tecnico che per il momento è sempre riuscito a mantenere.

Stagione 6

Voto: 8

L’inverno è arrivato”

In questa stagione i livelli rimangano alti, sebbene si comincino a notare differenze di scrittura rispetto al passato. In questi nuovi 10 episodi si sono lasciati da parte maggiormente i dialoghi che tanto hanno caratterizzato la serie per lasciare più spazio ai numerosi eventi che accadono. Molto bella è l'evoluzione di Theon Greyjoy in seguito alle torture di Ramsey, un personaggio che inizialmente era abbastanza detestabile, ma ora diviene facile da empatizzare con lui. Al contrario tutte le vicende che riguardano Dorn sono poco approfondite, di poco impatto ad abbastamza casuali. Allo stesso modo anche il ritorno di Jon Snow dalla morte non è ben spiegato e non ha avuto una scrittura all’altezza, mentre le vicende successive per riprendersi il nord insieme alla sorella è ben costruita e porta infine alla battaglia dei bastardi. Come al solito i vari combattimenti sono ben diretti e ben studiati e questa non fa eccezione. Molto intelligente anche ciò che ha portato alla morte Walder Frey.

“Hold the door” / “Trova un modo”

Infine la minaccia degli estranei è sempre maggiore e Bran sembra avere un ruolo chiave in questione. Tutto ciò porta ad una delle morti più belle ed emozionanti di sempre, quella che riguarda Hodor. La messa in scena di tale sequenza è veramente lodevole oltre ad essere idealmente una mossa pienamente azzeccata da parte degli autori stessi. Infine bisogna ammettere che il finale di stagione è uno degli episodi più belli dell'intera serie merito di una scrittura, regia, montaggio, fotografia e colonna sonora perfettamente coesi fra di loro.

Stagione 7

Voto: 6

Dracarys”

Se già dalla scorsa stagione si cominciava a vedere meno il Game of Thrones a cui si era abituati, passando da un ritmo più introspettivo e psicologico ad uno più frenetico, in queste nuove puntate questo aspetto diviene preponderante e ridurre gli episodi a soli 7 non ha di certo giovato la situazione. Infatti i numerosi eventi accaduti e le reunion di vari personaggi che si attendeva da stagioni immemori sono quasi totalmente tralasciati lasciando loro spazio a non più di una manciata di secondi. Altri difetti sono riscontrabili nella costruzione del rapporto amoroso tra Daenerys e Jon Snow che non riesce minimamente ad entrare nel cuore dei spettatori. Al contrario la minaccia degli estranei continua ad esserci e l'attesa per la lunga notte è sempre maggiore, sebbene non tutte le vicende convincano. Invece, il personaggio di Euron intento a conquistare il cuore di Cercei, risulta abbastanza piatto e poco interessante. Jaime all'inizio di stagione non convince dopo non aver praticamente reagito in seguito alle azioni malvagie della sorella nella 6x10, mentre nel finale il suo personaggio ritorna a dare soddisfazioni portando a compimento la sua evoluzione lasciando la sua amata una volta per tutte per andare al nord ad affrontare gli estranei. Altro risvolto di trama molto rilevante e ben inserito è la scoperta di Jon di essere un Targaryen, che si poteva già prevedere dal finale della scorsa stagione. Ciò che ha reso la serie grande, cioè i suoi personaggi ben approfonditi e caratterizzati, però in queste nuove 7 puntate sono abbastanza assenti o incoerenti. Tra questi, oltre a quelli già menzionati, ci sono anche Tyrion e soprattutto Benjen Stark. Di quest’ultimo non sapremo mai nulla e sembra un personaggio ripreso quasi totalmente a caso solo per dargli una conclusione. Le vicende che riguardano Petyr Baelish e che portano alla sua morte avvengono in maniera abbastanza casuale e senza approfondimento come anche la banalità con cui riesce a curarsi Jorah da una malattia da sempre incurabile. Alcune di queste cose certamente con più tempo sarebbero potuto risultare più interessanti, ma nonostante la scrittura del duo David Benioff e D.B. Weiss sia traballante, ci sono alcuni risvolti funzionali e ben eseguiti e per il momento la serie riesce ancora ad intrattenere.

Stagione 8

Voto: 4,5

Il dovere è la morte dell’amore”

Già dalla settima stagione si notava un netto peggioramento nella scrittura, ma in questi 6 episodi conclusivi mai si sarebbe aspettato di vedere un tale degrado. Le prime due puntate, sebbene non accada nulla di particolarmente eclatante, non sono così disastrose e tastano il terreno per l’arrivo della tanto attesa lunga notte. Il terzo episodio inizia molto bene con un piano sequenza ed una colonna sonora che fanno pensare in positivo. Le scene successive sono altrettanto suggestive e si percepisce il terrore degli estranei. Il problema comincia con l’inizio del combattimento a causa soprattutto di un montaggio che ha reso la puntata incredibilmente confusa. Altro grosso errore dell’episodio, che mette a dura prova la credibilità della serie anche allo spettatore meno attento, è la scelta di rifugiarsi da parte di donne e bambini nelle cripte, una mossa assurda e ai limiti del ridicolo data l’abilità degli estranei di far “resuscitare” i morti. Inoltre anche la strategia militare adottata è alquanto discutibile, basta pensare al modo in cui i dothraki si suicidano quasi tutti nelle battute iniziali. Inoltre il fenomeno del “plot armor” in questo episodio è fin troppo palese. Nonostante ciò ci sono altrettanto scene molto belle ed emozionanti come la morte di Lyanna Momont o ancora di più di Theon Greyjoy. Quest’ultimo ha avuto un’evoluzione veramente ben fatto ed in linea generale il personaggio è sempre stato coerente fino alla fine. Il modo in cui tale ruolo è stato trattato è uno delle pochi lodi che questa stagione merita di avere dal punto di vista della scrittura. Molto peggiore è il destino riservato al Night King. Gli estranei sono stati rappresentati come dei nemici di poca rilevanza e di poco spessore. Sebbene la scena tra il Re della notte e Bran accompagnata da una musica stupenda ed, in questo caso, un montaggio ben fatto possa emozionare, il tutto finisce quando il nemico che si pensava più potente di sempre muore dopo essere stato pugnalato da Arya, sbucata a caso tra l’esercito dei non morti. Da sette stagioni gli estranei vengono rappresentati come la vera minaccia da fronteggiare, ma il modo con cui sono stati infine trattati non ha scuse.

Chiusa la parentesi dei non morti si passa al quarto episodio che, nonostante diverse scene trash, si ravviva grazie alla lotta intestina tra i consiglieri di Daenerys che coinvolge Tyrion e Varys, la cui fedeltà verso la regina inizia a venire meno. Successivamente si giunge al così tanto discusso quinto episodio che ha portato definitivamente nella tomba “Game Of Thrones”. Uniche note positive sono gli aspetti tecnici, in particolare gli effetti visivi e i giochi di luce molto ben curati. Per quanto riguarda la scrittura si salva solo il modo con cui è stato trattato il Mastino, un epilogo giusto e ben messo in scena. Questo episodio però ha una miriade di difetti. Se nella quarta puntata le truppe di Cercei sembravano molto potenti, e al contrario quelle di Daenerys decisamente decimate dopo la lunga notte, in questa 8x05 le forze in campo si ribaltano per la sola volontà degli sceneggiatori. È così e basta, non c’è una spiegazione. In una serie televisiva è facile trovare delle incoerenze a distanza di molti episodi o stagioni, ma esserlo tra un episodio e l’altro non è facile, ma il duo David Benioff e D.B. Weiss ci è riuscito. Inoltre Tyrion ormai non è più il personaggio intelligente delle prime stagioni e Varys muore inutilmente senza far nulla ed alcun piano in mente, cosa che risulta abbastanza incoerente con ciò che lui è sempre stato. Poi forse è meglio non parlare dell’involuzione immotivata di Jaime Lannister o di quanto sia ridicola la battaglia con Euron o di un approfondimento quasi nullo dell’evoluzione di Daenerys nel passaggio radicale da colei che porta speranza a tiranna.

Dopo queste belle esperienze, il finale di serie potrebbe non risultare così malvagio, sebbene non sia riuscito a suscitare alcuna emozione. Lode alla regia di David Benioff e D.B. Weiss che si sono dimostrati più bravi dietro la macchina da presa che con una penna in mano. In questo episodio conclusivo il personaggio di Jon Snow conferma nuovamente come sia caduto in basso nell’ottava stagione, dimostrando un deficit di carattere. Anche Daenerys stessa è stata trattata al limite del ridicolo e la sua fine non è riuscita a dare l’impatto voluto. Inoltre il modo con cui è stato snobbato il fatto che Jon sia il legittimo erede al trono e la maniera piuttosto sbrigativa con cui viene nominato Bran il re dei Sei Regni, sono scelte alquanto discutibili. Ci sarebbe tanto altro di cui parlare come dell’esercito di Daenerys che diventa sempre più grande a seguito di una battaglia o di come sono stati trattati determinati personaggi, ma si andrebbe troppo per le lunghe. Nonostante ciò, qualche ruolo secondario, come Brienne, ha avuto una discreta conclusione.

Opinione finale

È vero che alla fine probabilmente in molti non siano soddisfatti, ma al tempo stesso dobbiamo ricordare ciò in cui la serie è riuscita. “Game of Thrones” è stato in grado di unire milioni di persone davanti ad uno schermo e ogni episodio scatenava il web generando discussioni come mai prima d’ora un programma televisivo era stato in grado di fare. Proprio per questa ragione è una serie-evento di cui si parlerà ancora per molto tempo e, nonostante le delusioni finali, la serie è riuscita a creare un legame tale col pubblico da renderlo unico in tutto e per tutto.

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Uno spazio che si occupa della pubblicazione di recensioni di film e serie tv in uscita. Questo blog è rivolto a tutti coloro che sono interessati al mondo del cinema o a chi, semplicemente, vuole un consiglio per sapere cosa guardare. Simone Grillini è nato il 7 settembre 1999, esattamente 4 mesi dopo l'uscita del celebre film Matrix. Studia chimica ed è appassionato di cinema. I suoi film preferiti sono i thriller come Inception, The Prestige e Shutter Island, ma ama guardare un po’ di tutto: dall’animazione al drammatico, dallo sportivo al fantasy.

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