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Green Book – La recensione

Un film divertente, toccante e profondo che si poggia su una sceneggiatura in grado di colpire in ogni sua frase. Voto: 9

“Se non sono abbastanza nero e non sono abbastanza bianco e non sono abbastanza uomo, dimmelo tu Tony cosa sono?” 

Tony Vallelonga per mantenere la propria famiglia accetta di lavorare come autista di  un famoso pianista afroamericano, Don Shirley, in un tour nel sud degli Stati Uniti. Qui il musicista subisce diversi soprusi a causa dei pregiudizi verso le persone di colore come  lui. Proprio per questo motivo deve seguire il Green Book, una guida stradale dove sono riportati hotel e ristoranti dove accolgono anche i neri.

La storia narrata dal film non è il classico racconto di amicizia tra un uomo bianco ed uno di colore, ma è un qualcosa di mai visto prima. Ogni fotogramma di cui è composto il lungometraggio è fondamentale ed in diverse occasioni sono le immagini che parlano di per sé, merito anche di un regia attenta e ben studiata e di una fotografia colorata, ma allo stesso tempo distaccata e fredda. Il continuo essere giudicato e il razzismo subito più volte da parte di Don Shirley fortifica l’amicizia tra i due protagonisti, colpendo sempre di più il pubblico. Inoltre la storia si poggia su una sceneggiatura in grado di entrare direttamente nei nostri cuori in ogni sua frase. Del lavoro di Peter Farrelly è da lodare il fatto che sia riuscito a dosare perfettamente i vari momenti drammatici con quelli più comici ed a tenere sempre un ritmo regolare, mai troppo lento e mai troppo veloce, merito anche di un ottimo montaggio.

Un paio di ruoli secondari forse meritavano un maggior approfondimento, ma in linea generale i vari personaggi sono stati caratterizzati nel miglior modo possibile, in particolare i due protagonisti Tony Vallelonga e Don Shirley. Quest’ultimi, inoltre, sono stati interpretati rispettivamente dai candidati all’Oscar Viggo Mortensen e Mahershala Ali. Inutile dire che il loro lavoro è stato eccezionale e che proprio per tale ragione è consigliata la visione del lungometraggio in lingua originale, sebbene il doppiaggio italiano sia sempre ottimo. 

“Il talento non basta, ci vuole coraggio per cambiare il cuore della gente”

Questo concetto seppur si possa considerare semplice, possiede un gran significato e “Green Book” riesce perfettamente a portare su schermo tale pensiero. Proprio la capacità di divertire ed allo stesso tempo di commuovere mostrando al meglio il peggio della società che differenzia un film da tant’altre pellicole.

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Uno spazio che si occupa della pubblicazione di recensioni di film e serie tv in uscita. Questo blog è rivolto a tutti coloro che sono interessati al mondo del cinema o a chi, semplicemente, vuole un consiglio per sapere cosa guardare. Simone Grillini è nato il 7 settembre 1999, esattamente 4 mesi dopo l'uscita del celebre film Matrix. Studia chimica ed è appassionato di cinema. I suoi film preferiti sono i thriller come Inception, The Prestige e Shutter Island, ma ama guardare un po’ di tutto: dall’animazione al drammatico, dallo sportivo al fantasy.

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