Le leggende modenesi con protagonista l'amore

Un viaggio tra le leggende modenesi legate all'amore e ad ognuna delle sue emozioni, dall'estrema gioia alla tragica conclusione

La metamorfosi dell'amore (Pievepelago)

Tra i boschi e le valli attorno a Pievepelago esiste una località chiamata Sant'Anna Pelago. C'è chi scrive questo nome staccato e chi invece tutto attacco, tuttavia su una cosa si è d'accordo, ovvero che quello è un luogo perfetto per chi ama e vuole far vivere un'esperienza romantica alla sua dolce metà. E non è certo un caso che proprio in quel luogo si racconta una leggenda dove il protagonista è proprio l'amore, ma come in ogni storia popolare esso è legato alla morte e alla tragedia. 

Si racconta, infatti, che in questo luogo tempo addietro avvenne un matrimonio tra un giovane e una giovane talmente innamorati che il loro amore si diceva avrebbe sollevato d'umore ogni abitante della località. Eppure un tragedia si abbatté sullo sposo il giorno del matrimonio, infatti gli alberi vicini invidiosi del fatto che loro non potessero innamorarsi, scoccarono una freccia che lo uccise, facendo trasformare in un pino altissimo.

Appena gli occhi della sposa videro la scena, lei cadde a terra disperata. L'amore non le permetteva più di vivere e così si inginocchio e pregò di diventare una fontana per bagnare le radici dell'albero. La ninfa del bosco acconsentì a quella trasformazione e lei diventò un ruscello d'acqua che per sempre avrebbe nutrito l'albero tanto amato. Di quell'evento si ha ancora memoria in un ruscello chiamato appunto Piani dell'Acqua Chiara. 

La tragedia di un amore perduto (Bucamante)

E' una delle leggende dell'Appennino più note e più intriganti. L'ambientazione riguarda le cascate del Bucamante, che devono il loro nome alla tragisca storia del pastore Titiro e della nobile dama Odina. Lei era bellisima, giovane, bionda ed era solita fare lunghe passeggiate per i boschi in compagnia della sua domestica, e fu in una di queste camminate che incontrò il giovane pastore Titiro, anch'egli bellissimo. I due si innamorarono, per poi incontrarsi in segreto, ma un giorno la domestica invidiosa disse tutto ai genitori di Odina, che fecero rinchiudere la figlia nel castello. Odina però riuscì a scappare e raggiunse Titiro, ma non passò molto tempo che udirono le voci dei domestici in lontananza, così, capendo che il loro amore sarebbe finito, si gettarono dalle cascate del Bucamante, in un tenero abbraccio che li avrebbe uniti per l'eternità.

La dama Bianca (Carpi)

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rotagonista di questa leggenda è il castello dei Pio a Carpi, che in epoche passate ospitava una bellissima dama, moglie di uno dei signori Pio che governava la città. Non si conosce il nome della donna, forse era Bianca ma non si è sicuri, tuttavia si sa che il marito era davvero crudele, rozzo e rude. Un guerriero che faceva sfoggio delle sue capacità belliche, ma poi chinava il capo davanti ai signori di Milano. L'uomo fu crudele che fece uccidere la moglie e la fece gettare da una finestra del castello, ma prima che ciò accadesse la donna gli lanciò una maledizione e queste ebbe successo, infatti l'uomo sarebbe morto in una prolungata agonia.

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