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Ex Fonderie, lavori ancora fermi. Vandelli: "Costi troppo alti"

L’assessora Vandelli ha risposto all’interrogazione di Rossini (FdI-Pdf): “Le aziende faticano a sostenerli, stiamo rivedendo gli importi con variazioni significative”

“I lavori del primo stralcio attuativo del piano di recupero delle ex Fonderie hanno subito un rallentamento, come in molte realtà del territorio, a causa delle difficoltà nel reperire i materiali e del notevole aumento dei costi che le imprese faticano a sostenere. Per questa ragione stiamo rivedendo gli importi con variazioni significative”.

Lo ha comunicato l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 16 giugno rispondendo all’interrogazione di Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia, illustrata da Elisa Rossini, sullo stato dei lavori presso il cantiere delle ex Fonderie Riunite. L’intervento potrà riprendere nel mese di settembre e all’impresa è stato riconosciuto il differimento del termine per la conclusione dei lavori, prevista per l’estate 2023.

Rossini ha chiesto, appunto, se risulta un rallentamento dei lavori di restauro della palazzina degli uffici del comparto, quali sono le ragioni e quali i tempi previsti di ultimazione.

“Dal 2014 – ha sottolineato Vandelli – è stato avviato un percorso di riformulazione degli strumenti di attuazione ed è stato ridefinito il piano di recupero delle ex Fonderie, un progetto che ha cambiato passo rispetto al precedente, alleggerito di una serie di funzioni che rendevano la rigenerazione molto complessa, onerosa e poco resiliente rispetto ai parametri ecologici-ambientali che ora stiamo attuando nelle diverse trasformazioni. Abbiamo dato a Modena una forte caratterizzazione rispetto agli assi della trasformazione con il tema della transizione digitale, ecologica ed energetica”, ha aggiunto. “Per fare questo tipo di trasformazione – ha continuato – occorre attivare più pedaliere: c’è il tema del recupero dei fabbricati perché siano meno energivori, della produzione di energia da fonti rinnovabili, ma anche il tema di come le auto, quindi l’automotive, possano essere meno energivore, con un ruolo strategico della ricerca e dell’innovazione legata alle auto. Dietro a un progetto di tipo urbanistico – ha quindi sottolineato – ci sono importanti politiche attivate dall’Amministrazione per sostenere progetti innovativi e questi fabbricati si collocano a servizio di quelle funzioni”. Vandelli ha quindi evidenziato che il Dast ha mantenuto l’acronimo ma “è diventato qualcosa di molto diverso: rimane l’automotive ma inteso come sviluppo delle tecnologie che possono concorre a politiche ecologico-ambientali”.

L’assessora ha poi precisato che “finché questi edifici sono in fase di grave abbandono è difficile dare un nome ai conduttori delle singole parti, ma il progetto è attenzionato dal mondo dell’impresa, a partire da Democenter, soggetto che raggruppa imprese, associazioni di categoria e grandi gruppi industriali”.

Vandelli ha infine ricordato che su questo comparto sono confluiti tre finanziamenti importanti per un totale di 20 milioni di euro: due regionali e il terzo il bando di rigenerazione da 15 milioni. “Va dato atto – ha affermato – della capacità delle nostre strutture tecniche di recuperare finanziamenti importanti e del lavoro che stanno svolgendo: è in corso di conclusione la fase di verificazione dello stralcio 2° e si sta attivando la procedura per lo stralcio di 15 milioni che arriverà all’affidamento dei lavori entro l’anno”.

Dopo aver chiesto la trasformazione in interpellanza, Barbara Moretti (Lega Modena) ha osservato che “la palazzina non è finita, contrariamente alle previsioni, non si vedono tracce della bonifica e la gara per la prima parte del comparto automotive non è nemmeno all’orizzonte. Non vorremmo che la legislatura si chiudesse senza portare a casa il progetto, che fa parte dei tanti incompiuti nella stessa area”.

Diego Lenzini (Pd) ha rilevato che il problema delle materie prime “è cominciato da una decina di mesi e tutti i cantieri, non solo quelli pubblici, subiscono drammatici aumenti dei costi e non trovano aziende specializzate. Invito ad assumere questo dato – ha aggiunto – come partenza per trovare nuove soluzioni al problema, invece di usarlo per fare il gioco delle parti”.

Dichiarandosi parzialmente soddisfatta della risposta, “che si è limitata a riportare fatti che conoscevamo già”, Elisa Rossini ha dichiarato che si sarebbe aspettata ci fosse “una riflessione già avviata dalla Giunta sui tempi di ultimazione del progetto. Non chiedevo una data certa, sappiamo che non ci può essere, ma più consapevolezza sui tempi sì”.

L’assessora Vandelli, concludendo il dibattito ha ribadito che “tutti auspichiamo la conclusione dei lavori entro l’estate 2023, tenendo sempre però ben presente il quadro difficile nel quale opera l’edilizia. I fatti sono che abbiamo fatto un progetto per le ex Fonderie, lo abbiamo candidato e abbiamo ottenuto 20 milioni di finanziamento. Al netto del fatto che non si possono certificare tempi certi, c’è una struttura che sta lavorando assiduamente per spendere bene quei soldi che la stessa struttura è riuscita a ottenere per la comunità modenese proponendo un buon progetto che continuerà a trasformare la zona nord, come sta già avvenendo”.

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