Il progetto | Al parco della Resistenza un'oasi per la tutela della biodiversità

Martedì 26 novembre alla Polisportiva San Faustino un incontro per parlare del progetto di rilancio della biodiversità e per presentare la raccolta di firme

Il Parco della Resistenza diventa un’oasi cittadina che ricorda l’antica campagna modenese: un luogo accogliente e sicuro per gli impollinatori e altre specie di insetti e piccoli animali oggi fortemente minacciate. E’ questo, in estrema sintesi, la proposta di  progetto lanciata dal Gruppo Modenese Scienze Naturali aps e dal Gruppo Naturalistico Modenese odv, dal nome "Parco Campagna della Resistenza", che verrà presentata martedì 26 novembre dalle 20.30 alle 22.30 alla Polisportiva San Faustino con le associazioni promotrici e Alessandra Filippi, assessore all’Ambiente del Comune di Modena, alla quale verranno consegnate le firme raccolte a sostegno delle proposte per la tutela della biodiversità.

Il Parco della Resistenza può essere un punto focale per il mantenimento e la salvaguardia della biodiversità urbana, con progetti di monitoraggio per avvicinare i cittadini a conoscere e valorizzare il proprio territorio. Nel 2018 il Gruppo Modenese Scienze Naturali ha effettuato ricerche sull'entomofauna urbana nel Parco della Resistenza e in altri spazi verdi cittadini dalla quale è emerso che accanto ad alcune interessanti specie relitte di tempi passati legate a suoli e ambienti ancora ricchi di biodiversità botanica e animale è stato sottolineato un prevalente quadro di specie generaliste e piuttosto banali. E' anche stata rilevata la presenza di alcune specie aliene come la cimice asiatica o la coccinella arlecchino, o fastidiose per l'uomo come la cimice dell'olmo o il calabrone, in concentrazioni particolarmente elevate. Partendo da questi dati, l’associazione ha avviato un percorso di sensibilizzazione e confronto con la cittadinanza, come il Bioblitz del 25 aprile nel Parco della Resistenza o in occasione di Entomodena, dove sono state raccolte oltre mille firme a sostegno del progetto che vede una rete di otto associazioni naturalistiche cittadine.

Ma quali sono le proposte principali rivolte all’amministrazione comunale? Ristabilire il prato stabile riducendo gli sfalci per consentire la riproduzione di vari insetti, come le libellule, e di diverse essenze interessanti già presenti in maniera spontanea:  barba di becco, la salvia selvatica, Carex, narciso. Costruire dei bugs hotel: belli, utili per gli impollinatori, d'impatto e facili da comprendere per la cittadinanza. Più spazio alle piante nutrici che piacciono alle farfalle, proponendo essenze che fioriscono a più riprese durante l'anno. Evitare la proliferazione di specie alloctone come tartarughe americane guancia gialla e pesci rossi negli stagni e nei fossati, mantenendo un livello minimo di acqua anche durante i mesi più caldi per preservare le diverse specie di libellule e le due di tritoni ancora presenti. Infine, la parte di comunicazione e sensibilizzazione con cartellonistica e interventi di educazione ambientale, che resta la finalità primaria del progetto. 

Quella modenese è una iniziativa che si va ad aggiungere ad altre promosse in Italia e in Europa: a Milano con il progetto IMPOLLINA-MI (oasi urbane per farfalle e altri impollinatori); a Lubiana, eletta capitale verde d'Europa 2016 per i suoi progetti urbani di tutela ambientale in rete con tante città europee, tra cui 14 italiane come Cesena, dove è stato sviluppato il progetto BeePathNet per incentivare l'apicoltura urbana o come ad Amsterdam ed Oslo, con la creazione di una autostrada urbana per impollinatori. Le città, spesso ricche di zone verdi con vegetazione diversificata e soggette a pochi trattamenti chimici, presentano microambienti che possono costituire veri e propri rifugi per gli insetti, parte fondamentale di una comunità biologica. Pesticidi, cambiamenti climatici e agricoltura intensiva hanno provocato in tutta Europa - e in particolare nelle pianure più intensamente coltivate come la Pianura Padana - una drastica riduzione di biodiversità che fa temere a breve la definitiva scomparsa di molte specie botaniche e soprattutto animali.

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