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Giovedì, 26 Maggio 2022
Economia

Edilizia ancora al ribasso, la ricostruzione non basta

Il volume d'affari in regione è sceso del 3,0 per cento. Soffrono di più le piccole e vanno perdute 1.649 imprese (-2,3 per cento). La cassa integrazione si riduce del 20,3 per cento nel semestre

La crisi continua a colpire l'edilizia, anche se in modo meno pesante rispetto al trimestre precedente. Questa indicazione emerge dall’indagine sulla congiuntura delle costruzioni nel secondo trimestre 2014, realizzata in collaborazione tra Camere di commercio, Unioncamere Emilia-Romagna e Unioncamere. Nonostante le commesse nel cratere e gli incentivi per la ristrutturazione, il mercato è ancora in fortissima sofferenza.

Il volume d’affari a prezzi correnti è sceso del 3,0 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un risultato meno pesante di quello del trimestre precedente (-4,1 per cento). Va molto peggio a livello nazionale (-6,7 per cento). In Emilia-Romagna, tuttavia, il bonus fiscale sulle ristrutturazioni e la ricostruzione post sisma non portano ancora l’auspicata ripresa: manca infatti la domanda e il credito non risulta sufficientemente disponibile.

Lavoro e ammortizzatori sociali - Nel primo semestre del 2014 le ore di cassa integrazione autorizzate, circa 5 milioni e 619 mila, sono diminuite del 20,3 per cento, ma gli interventi straordinari per stati di crisi aumentano del 30,4 per cento. Secondo il sistema Smail delle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna, nel periodo compreso tra giugno 2008 e giugno 2013 l’edilizia ha perso 22.692 addetti.

Il registro delle imprese - A fine giugno 2014 le imprese attive nelle costruzioni sono 70.441 unità, in un anno 1.649 in meno (-2,3 per cento). La riduzione è più ampia tra quelle operanti nei lavori di costruzione specializzati (-909 unità, -1,7 per cento) e più rapida per le attive nella costruzione di edifici (-3,7 per cento, -711 unità). La diminuzione è determinata dalle imprese individuali (-2,7 per cento) e dalle società di persone (-3,0 per cento). Più contenuta la flessione per i consorzi e le cooperative (-2.2 per cento). Le società di capitali restano invariate (-0,1 per cento).

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