Un nuovo megastore a Cittanova, al posto dell'ex fabbrica De Tomaso arriva "Globo"

Lo stabilimento di via Virgilio sarà demolito per fare spazio alla catena di abbigliamento. Protesta Confesercenti: "Bulimia da centri commerciali è incomprensibile"

Prosegue l'espansione commerciale dell'asse di via Emilia Ovest e in particolare dell'area di Cittanova. Nei prossimi mesi infatti aprirà anche a Modena un grande negozio di abbigliamento e calzature a marchio Globo, la catena che conta decine e decine di store in tutta Italia. Il megastore di 2.500 mq sorgerà in un luogo particolare: l'edificio sarà infatti edificato sulel ceneri - letterlamente - dell'ex stabilimento De Tomaso all'angolo tra via Virgilio e via Omero.

Con l'apertura del supermercato della moda si chiude quindi simbolicamente anche la travagliata pagina di storia del marchio automobilistico e con essa una situazione di abbandono e degrado che aveva creato diverse situazioni critiche nell'area dei capannoni dismessi.

La notizia non poteva che suscitare polemiche, alla luce del crescente numero di grandi superfici commerciali in città. "Eravamo convinti – attacca Mauro Salvatori, presidente di Confesercenti Area Modena e vice presidente provinciale - che dopo la corsa all’ex Civ e Civ e l'ampliamento dei Portali la bulimia da centri commerciali fosse almeno in frenata. Invece, con grande rammarico costatiamo che prosegue a velocità forsennata. Decisamente incomprensibile per altro se l'ottica da cui si parte è quella di salvaguardare l'equilibrio della rete distributiva della città. Doppiamente incomprensibile poi se facciamo i conti con una situazione economica nazionale pre-recessiva che evidenzia come i consumi interni siano ancora letteralmente al palo".

In scia con Salvatori anche Roberta Simoni, presidente provinciale FISMO-Confesercenti: “Sinceramente vorremmo delle delucidazioni, e dettagliate. Riguardo la necessità di nuovi megastore con migliaia di mq di superficie di vendita riservati ad abbigliamento e calzature. A fronte di un settore che continua a mostrare segni di sofferenza anche grave, nella dinamica delle vendite al dettaglio dovuti ad una pluralità di fattori tra cui in primis la frenata nella capacità di spesa degli italiani e dei modenesi, non si comprende come si continuino ad autorizzare nuove aperture di strutture di vendita di grandi dimensioni. Destinati a drenare consumi dai negozi localizzati in primo luogo nei centri cittadini. Come del resto non può essere l’unica risposta, la riconversione a superfici commerciali di capannoni che prima erano manifatturieri. Scelte, e lo sottolineiamo, che non sono protese al rilancio del settore, bensì al suo affossamento.”

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