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Domenica, 19 Maggio 2024
Economia

Vendite estive di fine stagione, i modenesi hanno già speso 100 euro a testa

Almeno un modenese su tre ha già fatto acquisti e il volume pare in linea con lo scorso anno. Fismo-Confesercenti: “Restano vitali per le attività: generano oltre il 30% del fatturato annuo”  

Bistrattati, penalizzati da vari fattori, messi in discussione ed in difficoltà i saldi però non perdono il loro appeal, resistono e continuano a suscitare interesse tra i consumatori. Così anche a Modena e provincia, che conformemente a quanto sta avvenendo nel resto del Paese, si contraddistinguono al momento, con una andamento stabile in linea con l’anno passato. A rilevarlo un sondaggio di FISMO-Confesercenti Modena. A quasi tre settimane dall’avvio, il trend delle vendite risulta lineare, e privo di sussulti significativi, anche a causa dell’eccessiva calura estiva specie nei fine settimana. Lo scontrino medio si aggira intorno ai 100euro di spesa e lo sconto medio applicato è già oltre il 30%. Gli operatori non si sbilanciano e nemmeno si lamentano sull’andamento. Quel che colpisce però è che, anche per i saldi estivi a prendere piede e a generare ritorno, è sempre più la promozione fatta attraverso il web ed i social media in particolare. Segno tangibile di un commercio in fase di evoluzione orientato a quell’innovazione d’impresa, sostenuta ampiamente ormai da tempo da Confesercenti Modena. 

Consumatori. Dal rilevamento di FISMO, almeno un modenese su tre ha già effettuato un acquisto di capi d’abbigliamento in saldo, mentre circa il 40% degli intervistati è intenzionato a farlo già nei prossimi giorni. Oltre l’80% ha trovato quello che cercava, ritenendosi soddisfatto dello sconto applicato, ma anche della possibilità – circa un 15% l’ha ammesso – di trovare capi griffati a costi accessibili. Quanto all’importo di spesa medio registrato è stato fino ad ora di 93,15 euro.

Operatori. Per la maggioranza dei commercianti monitorati - il 65% - le vendite dopo circa tre settimane, risultano stabili, mentre qualcuno (il 7%) parla anche di lieve incremento. Oltre la metà degli operatori ha applicato sulla merce da subito una percentuale media di sconto che oscilla dal 30 al 50%, ritenendosi soddisfatto per la scelta e per gli affari conseguiti fino ad ora (oltre il 90% degli intervistati). Per promuovere i saldi estivi sono stati pochi quelli che hanno preferito forme tradizionali come la distribuzione di volantini (appena il 7%), si è continuato a preferire l’allestimento della vetrina (43%), ma soprattutto come già da qualche hanno a questa parte, sono stati molti, il 50% degli intervistati, ad affidarsi si ai social media (pagine facebook e istagram) aziendali, ottenendo riscontri da subito in termini di interesse e ritorni direttamente in negozio.    

“I saldi continuano a rappresentare una boccata d’ossigeno per le imprese – dichiara Roberta Simoni, presidente di FISMO Modena – perché rappresentano, nonostante sul settore gravi ormai da tempo una delle peggiori crisi del commercio tradizionale, ancora un’importante quota di ricavi. L’80% degli imprenditori intervistati deve ai saldi sia invernali che estivi fino al 30% del proprio fatturato in gran parte creato dalla clientela abituale segno di un’ evidente fidelizzazione. La distribuzione moda, soprattutto quella tradizionale, è ancora in forte sofferenza. Nel 2016 le vendite hanno segnato nuovamente un calo (-0,2 per l’abbigliamento, -0,4% per calzature e accessori) e sono scomparsi in Italia altri 2mila negozi, per un totale di 7mila attività sparite negli ultimi tre anni. Nonostante la ripresa dei consumi, infatti, il terreno perduto da recuperare è ancora molto: la spesa in moda e abbigliamento delle famiglie italiane si è ridotta negli ultimi anni del 27,5%  La diminuzione ha investito tutte le Regioni dell’Italia, tra le quali anche l ‘ Emilia Romagna.” 

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