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Per i residenti della zona Musicisti arrivano le “Favole al Citofono”

Dal 3 al 10 dicembre il Teatro dei Venti istituisce a Modena la "Zona Turchina" e porta a domicilio le storie di Gianni Rodari

Dal 3 al 10 dicembre il Teatro dei Venti istituisce a Modena la Zona Turchina e con le “Favole al Citofono” porta i racconti di Gianni Rodari a domicilio. Tre attori attraversano il quartiere per raccontare ciascuno una storia, “Il paese senza punta” con Francesca Figini, “La strada che non va in nessun posto”, con Davide Filippi, “Un giovane gambero”, con Oxana Casolari. A cura di Teatro del Venti.

Il programma:

  • giovedì 3 dicembre “La strada che non va in nessun posto”, alle 18.30 o 19.00;
  • venerdì 4 dicembre “Il paese senza punta”, alle 13.30 o 14.00;
  • sabato 5 dicembre “La strada che non va in nessun posto”, alle 15.00 o 15.30;
  • lunedì 7 dicembre “Un giovane gambero”, alle 18.30 o 19.00;
  • martedì 8 dicembre “La strada che non va in nessun posto”, alle 13.30 o 14.00;
  • mercoledì 9 dicembre “Un giovane gambero”, alle 13.30 o 14.00 e 18.30 o 19.00;
  • giovedì 10 dicembre “Il paese senza punta” alle 13.30 o 14.00 e “La strada che non va in nessun posto”, alle 18.30 o 19.00. Altri orari sono in via di definizione.

La Zona Turchina si trova a Modena, nel quadrilatero compreso tra Via Puccini, Via Bonacini, Via Monte Grappa e Viale Verdi. Info e prenotazioni: 389 7993351 – o con messaggio sulla pagina Facebook e Instagram del Teatro dei Venti – segnalando Data, orario e favola scelta; Via e numero civico; Cognomi sul citofono.

Una performance di prossimità fa parte del progetto Teatro Aperto, che prevede azioni quotidiane nel parco adiacente alla sede del Teatro dei Venti, una musica, un canto, l'incursione di una attore, tutti i giorni dal lunedì al venerdì pochi minuti, senza creare assembramenti. Una iniziativa realizzata con il patrocinio del Comune di Modena.

VIDEO | Musica e performance, il Teatro dei Venti regala un po' di spensieratezza al quartiere

“Crediamo che in questo periodo sia fondamentale mantenere un rapporto con il territorio - dice il direttore artistico Stefano Tè - con il quartiere che ci ospita, per questo abbiamo immaginato le “Favole al Citofono”. Gli attori si spostano a piedi dal Teatro, attraversano i luoghi della vita quotidiana, anche questo fa parte della performance. Il Teatro è chiuso al pubblico, subisce delle limitazioni, ma può trovare il modo di creare relazioni, senza cercare scorciatoie, senza per forza rifugiarsi in uno schermo. Siamo artigiani della relazione e sui limiti possiamo costruire una poetica, una modalità di racconto e di incontro.”

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