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Corrado Augias e la narrazione dell'identità nazionale al BPER Forum Monzani

Citazioni e aneddoti personali: Augias racconta il Bel Paese percorrendo un viaggio nei luoghi del cuore e della memoria

Un Forum Monzani strapieno ha accolto Corrado Augias, che sabato 12 gennaio ha presentato al pubblico modenese il suo nuovo libro edito da Einaudi "Questa nostra Italia. Luoghi del cuore e della memoria".  Un viaggio necessario soprattutto in questo periodo storico, ricorda l’autore sottolineando l’incertezza generale. Nell’opinione di Augias il disorientamento italiano è così spiegato: gli italiani sono stati investiti contemporaneamente da diversi fenomeni, come il trascinarsi di una lunghissima crisi economica, il venir meno dei grandi partiti politici, i mutamenti antropologici derivanti dalla rivoluzione tecnologica.

Questo libro, che interroga la realtà con un viaggio da Torino a Palermo, riflette quindi sull’identità della nostra nazione. Cosa tiene insieme un popolo, rendendolo unico? Augias spiega che troppe debolezze e conflittualità hanno caratterizzato il tormentato cammino italiano che, di conseguenza, non ha mai assaporato il concetto di nazione. Tuttavia, nel suo viaggio in Italia, l’autore ritrova alcuni tratti insostituibili che ci accomunano come italiani e ci distinguono. Uno di questi è la lingua, forte elemento di identità, precedente perfino all’unità di Italia, con il doppio potere di creare comunità ed estraneità. Il Cristianesimo, che ha permeato per secoli la vita e le cerimonie divenendo parte integrante di costume e società italiani. La cucina, di cui l’esempio italiano è il più famoso e riconosciuto nel mondo.

Per raccontarne meglio le sfumature di questo paese, Augias si affida anche alla letteratura italiana, perché "poeti e scrittori hanno una percezione più lunga che gli uomini comuni e possono gettare un raggio che illumini il nostro cammino”. Cita Leopardi, Massimo Salvadori, Francesco D’Assisi e si sofferma infine su Machiavelli, uomo di straordinaria visione che, anticipando i tempi, si indirizza ai giovani. Augias ripercorre ironicamente le considerazioni sugli anni tristi, in cui regna la corruzione e l’incertezza de Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio. Quindi, sottolineando la ciclicità dei tempi, ci incoraggia alla speranza.
 

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