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In foto: Federico Paltrinieri e Sharon Lavezzo, neodonatori Avis

In foto: Federico Paltrinieri e Sharon Lavezzo, neodonatori Avis

Avis Mirandola. In un anno di pandemia i giovani donatori fanno la differenza

"Nel pieno di una pandemia senza precedenti, i giovani neodonatori hanno raggiunto quota 119 con una presenza under 20 del 69%"

La pandemia di Covid-19 non ferma le centinaia di donatori di sangue che, ogni anno e in tutta la provincia di Modena, si affidano ad Avis con continuità. Anzi: i numeri delle persone che decidono di diventare donatore aumentano e, prima di tutti, i giovani.

In un anno segnato da un’emergenza globale, a Modena sono i giovani a rivelarsi preziosi protagonisti ed alleati indispensabili per le persone che necessitano di trasfusioni. Secondo i dati riportati da Avis provinciale Modena in una testimonianza presente sul sito web, “nel pieno di una pandemia senza precedenti, i giovani neodonatori hanno raggiunto quota 119 con una presenza under 20 del 69%”.

Giovani? Giovanissimi! Come Sharon e Federico, maggiorenni da una manciata di giorni che, nella sede Avis Mirandola sono alla prese con la prima donazione. Riportiamo un estratto dell’intervista, presente integralmente sul sito.

Interrogata sulla partecipazione attiva dei giovani all’interno della società odierna, Sharon Lavezzo, studentessa al Liceo artistico di Modena con sogni di psicologa, non ha dubbi e risponde così: “c’è voglia di partecipazione sociale; per scendere in campo, però, i giovani hanno bisogno di percorsi e progetti che evidenziano subito la loro “utilità”, la loro concretezza, la loro capacità di affrontare bisogni leggibili ed immediati. [...] Avis ha molti di questi tratti di partecipazione ad uso immediato, arricchiti da straordinari valori quali la solidarietà incondizionata, l’impegno civile a favore del prossimo e della collettività”.

Secondo Federico Paltrinieri, invece, studente al Galilei di Mirandola, “aiutare gli altri si fa immediata concretezza nel dono del sangue. Non è che i giovani hanno poca voglia di impegnarsi. Sono sempre più scettici, a volte addirittura scelgono di non scendere in campo quando vengono loro proposti valori astrattamente intesi”

Testimonianze capaci di infondere speranza in un anno tra i più cupi dal secondo dopoguerra, storie d’esempio e d’ispirazione rivolte a tutti i modenesi e di chi, in particolare, è desideroso di prestarsi al servizio della propria comunità territoriale ma non sa in quale modo.

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