Soccorso Alpino, in un anno 169 interventi dell'elicottero di Pavullo

Uno strumento fondamentale per i soccorsi in Appennino. Il Saer traccia il bilancio di un anno di attività intensa

Anche il 2019 è stato un anno di attività intensa per il SAER, il Servizio Regionale Emilia Romagna del C.N.S.A.S. Corpo Nazionale del Soccorso Alpino Speleologico. Un lavoro quotidiano assolutamente prezioso per il comprensorio dell'Appennino.

Il servizio si articola su sette stazioni: Monte Alfeo (PC), Monte Orsaro (PR), Monte Cusna (RE), Monte Cimone (MO), Corno alle Scale (BO), Rocca di Badolo (BO),Monte Falco (FC), che coprono l’intero arco del crinale ed una Delegazione Speleologica con tecnici distribuiti sul territorio regionale. Il SAER può oggi contare su di una sede regionale a Castelnovo ne’ Monti (RE), 42 mezzi di soccorso fuoristrada equamente distribuiti sul territorio per il trasporto delle attrezzature di soccorso dei tecnici e dei sanitari di cui 7 furgoni adibiti a Centri di Coordinamento Mobile.

Questo Corpo dello Stato, unico nelle sue peculiarità, istituito a livello nazionale per offrire assistenza sanitaria di emergenza in ambiente impervio e di elisoccorso, è dotato di tecnici con preparazione alpinistica e di docenti specialistici che forniscono formazione tecnico-alpinistica ai propri volontari, medici ed infermieri turnisti in elisoccorso, opera per la Regione Emilia Romagna da oltre 20 anni nel contesto dei soccorsi sanitari in montagna, ambiente impervio in generale ed ipogeo e lo fa attraverso circa 450 Tecnici attualmente in servizio dislocati sul territorio compresa la Delegazione Speleologica (Forre e Speleo).

Modena ricopre un ruolo predominante in quanto ospita la base operativa dell'elisoccorso di Pavullo, un mezzo del 118 che collabora in modo molto stretto con il Saer. Basti pensare che nell'anno appena trascorso, su un totale di 661 interventi, in tutta la regione, Elipavullo è stato utilizzato 169 volte: una media di quasi un intervento ogni due giorni. La stazione Monte Cimone ha invece realizzato autonomamente 76 interventi.

Per quanto il Saer sia attivo anche nella stagione invernale, è tra maggio e ottobre che si concentrano la maggior parte degli interventi di soccorso. Il 38% è dovuto ad infortuni con traumi, mentre il 28% è di ricerca di persone che hanno perso l'orientamento e il 12% per malori.

Se ieri è stata presentata la legge n° 126 del 13 ottobre 2020, che riforma i compiti del Corpo finora inquadrati in una legge del 2001, ad oggi, il Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna ha operato ed opera in assenza di un’apposita legge regionale che stabilizzi le proprie funzioni (tipizzate e disciplinate, ormai in quasi tutte le regioni italiane). "Confidiamo che in un momento di svolta epocale
nell’amministrazione del bene comune, i soggetti chiamati ad attuare le migliori scelte per una “buona amministrazione” tengano conto dell’instancabile, assiduo e qualificato servizio offerto dal nostro Corpo, a ragione della necessità del nostro contributo in relazione alle caratteristiche del territorio emiliano romagnolo, promulgando, finalmente una legge regionale ad hoc tanto auspicata ed attesa", ha dichiarato il Presidente del Saer Sergio Ferrari.

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