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Sabato, 13 Aprile 2024
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Un piano per rigenerare 6 grandi immobili pubblici. Rinasce l'ex aeronautica

Agenzia del Demanio, Ministero della Cultura e Comune di Modena hanno sottoscritto un accordo per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico della città, definendo le linee guida per il recupero di sei aree, che porteranno nuovi spazi per gli uffici pubblici, luoghi per la cultura ed edilizia residenziale

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Sei edifici e aree storiche di Modena che oggi sono vuoti o sottoutilizzati e che nel prossimo futuro saranno riqualificati per diventare pienamente operativi e fornire maggiori servizi alla città. Modena si dota del "Piano Città degli immobili pubblici", strategia basata su un nuovo modello di valorizzazione del patrimonio immobiliare proposto dall'Agenzia del Demanio. L'Accordo Quadro sul Piano Città è stato firmato oggi dal Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, dal Direttore dell'Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, e dal Sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli.

Il Piano Città, in condivisione tra le parti, individua le migliori soluzioni per massimizzare l'efficienza dei servizi prestati, la rigenerazione urbana e la qualità della vita dei cittadini, rimuovendo fattori di degrado e ottimizzando l'utilizzo del suolo, in un'ottica di riduzione della spesa pubblica e di sostenibilità ambientale, anche coinvolgendo attori privati interessati al territorio. Il Demanio sarà stazione appaltante per tutte le opere, ma ogni edificio seguirà un iter specifico per quanto riguarda i passaggi di gestione fra diversi enti e i progetti di riqualificazione. Lo stesso dicasi per i fondi, che dovranno essere individuati per ogni caso specifico. L?accordo siglato oggi definisce quindi delle linee guida, nella speranza che i tempi di realizzazione posano essere rapidi.

Il destino dei sei i beni individuati dal Piano Città

All'ormai ex convento di San Pietro si prevede, per la parte in gestione all'Agenzia del Demanio, la realizzazione di un nuovo polo culturale museale, come già annunciato nelle scorse settimane. Anche per la parte di proprietà comunale si conferma l'utilizzo sia per le funzioni culturali sia da parte della Curia di Modena per attività parrocchiali. Sulla natura del contenitore culturale che troverà spazio in via San Pietro ancora non vi sono certezze: oggi il ministro Sangiuliano ha ipotizzato la creazione di un museo dell'editoria e del libro, ma ha anche evidenziato come la scelta passerà da un confronto a Modena.

Per l'ex carcere di Saliceta San Giuliano è arrivato oggi l'annuncio del fatto che l'ipotesi di trasferimento della Questura è definitivamente tramontato. Si valuterà in particolare la destinazione d'uso per funzioni residenziali (anche di tipo sociale come l'Ers), ricettive (studentati, residence, alberghi) e servizi. Si può quindi immaginare che tutta l'area tra via Panni e via Giardini possa vedere nei prossimi anni la nascita di palazzine residenziali, come per altro già deliberato per il lotto di terreno attiguo all'ex carcere, con anche la realizzazione di una rotatoria all'altezza di via dello Zodiaco.

Nel palazzo Principe Foresto di Corso Canalgrande (ex Palazzo delle Finanze) sarà completato il progetto di riqualificazione in corso che prevede la realizzazione della nuova sede della Prefettura e saranno individuate le amministrazioni cui assegnare gli spazi residui, con valutazione della fattibilità tecnica e della convenienza economica delle destinazioni a cura del tavolo tecnico.

A Palazzo d'Aragona Coccapani, in corso Vittorio Emaunuele, si conferma la permanenza al piano primo dell'Accademia nazionale di Scienze, Lettere e Arti, a fronte però di un maggiore coinvolgimento del conduttore sugli interventi di manutenzione e cura dei locali e degli arredi, mentre si ipotizza di collocare attività culturali e museali per gli spazi al piano terra e al secondo piano, quando saranno resi disponibili a seguito del trasferimento della collezione dei Musei Estensi attualmente collocata al secondo piano. Non si prevede più, quindi, di collocarvi la nuova sede dei Carabinieri Forestali che potrà trovare posto nei locali limitrofi della ex sede della Croce Rossa italiana. 

Per l'ex Manifattura Tabacchi si conferma il progetto che prevede la realizzazione della nuova Cittadella degli Uffici giudiziari, valutando un'eventuale acquisizione al Patrimonio dello Stato dall'attuale proprietà (Cassa Depositi e Prestiti spa) attraverso una compravendita o una permuta con un altro compendio immobiliare. Un progetto già in stato abbastanza avanzato, per il quale sono però necessari molti fondi.

Un progetto di grande impatto per la città sarà infine quello dell'area dell'ex caserma Setti, più nota come l'ex Aeronautica di strada Minutara, riaperta durante la pandemia come hub per i tamponi e i vaccini. Il futuro di quello spazio molto ampio nel quartiere Musicisti prevede di fatto di riconsegnare alla città l'intero spazio: ospiterà una vera e propria "Cittadella dei servizi pubblici", con valutazione di collocarvi nuovi uffici e laboratori dell'Azienda sanitaria, uffici statali, un grande Polo archivistico di rilievo regionale, oltre a grandi spazi verdi fruibili con funzione di riequilibrio ecologico ambientale e un limitato mix funzionale di edilizia residenziale sociale e libera, con commercio di vicinato. 

La firma del protocollo

Le dichiarazioni

"A poco più di un mese dall'incontro avvenuto a Roma con l'amministrazione di Modena e l'Agenzia del Demanio, il complesso abbaziale di San Pietro viene consegnato al Ministero della Cultura per essere destinato a divenire un nuovo polo culturale per la città - ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano - La collaborazione fattiva e concreta tra le diverse istituzioni coinvolte ha consentito di arrivare in breve tempo a un risultato importante, che permetterà di realizzare uno spazio espositivo e museale delle Gallerie Estensi, con uno specifico allestimento capace di narrare la storia della città e del ducato estense, nonché la vicenda dell'insediamento benedettino". 

"Il Piano città degli immobili pubblici è lo strumento di programmazione degli asset pubblici disponibili che l'Agenzia realizza, in stretta relazione con le Pubbliche Amministrazioni e con gli Enti Territoriali, in coerenza con i fabbisogni e i piani urbanistici - sottolinea il Direttore dell'Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme -. Si tratta di ricostruire attraverso l'immobile rigenerato un sistema di relazioni affinché il cittadino si riappropri dei beni e li renda parte della propria vita sociale, in un ambiente che offre qualità, sostenibilità, e attrattività. In questa "impresa" è fondamentale il contributo che investitori e imprenditori, a partire da quelli locali, potranno dare per far rivivere le proprie radici e la storia della città".

"L'Accordo è il primo in regione e, all'insegna della collaborazione istituzionale, consente di definire percorsi  di valorizzazione di immobili pubblici strategici della città - spiega il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - da sviluppare alla luce di opportunità e indicazioni offerte dal nuovo Pug, il Piano urbanistico generale. San Pietro diventerà un polo culturale grazie alla collaborazione tra Comune e Ministero, a Saliceta San Giuliano si supera l'ipotesi di trasferimento della Questura (per noi deve rimanere dove si trova ora), per la Prefettura si conferma la riqualificazione del palazzo del Principe Foresto, a palazzo Coccapani rimane l'Accademia (mentre i Carabinieri Forestali avranno la sede dove si trovava la Croce rossa), l'ex Caserma Setti diventa una Cittadella dei servizi pubblici (uffici e laboratori dell'Asl e altre strutture), mentre l'ex Manifattura Tabacchi ospiterà gli uffici di Tribunale e Procura con il progetto del Luogo giusto, la cittadella della Giustizia".

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