Le Diocesi di Modena e Carpi danno vita al Servizio per la Prevenzione, l’Ascolto e la Tutela dei Minori

Sarà diretto da don Maurizio Trevisan, coadiuvato da un gruppo di esperti. Mons. Castellucci: «Nei prossimi mesi il lavoro di prevenzione sul territorio, cercando di coinvolgere anche altre istituzioni»

Sarà operativo da lunedì 29 giugno il Servizio Interdiocesano per la Prevenzione, l’Ascolto e la Tutela dei Minori e delle persone vulnerabili (SIPATM). Il Servizio, diretto da don Maurizio Trevisan, è chiamato ad offrire supporto alle realtà ecclesiali dell’Arcidiocesi di Modena–Nonantola e della Diocesi di Carpi, articolandolo attraverso varie modalità e attività: prevenzione e formazione su tutto il territorio; informazione e sensibilizzazione; formazione, sostegno e consulenza agli operatori ecclesiali impegnati a vari livelli nell’ambito educativo e pastorale; collaborazione e sinergia con il Servizio Nazionale e Regionale per la Tutela dei Minori istituiti dalla Cei; rapporti con l’Autorità Civile e le relazioni pubbliche.

Tra i compiti del Servizio c’è anche l’apertura di un Centro di Ascolto, di cui è responsabile la dott.ssa Maria Elisa Santini: attraverso la pagina dedicata nei siti dell’Arcidiocesi di Modena–Nonantola e della Diocesi di Carpi si possono avere tutte le informazioni per un primo contatto.

Don Maurizio Trevisan, referente per l’ambito morale, viene affiancato da un’equipe di professionisti che mettono a disposizione le loro competenze e professionalità per l’attuazione delle finalità del Servizio. Del team al momento fanno parte la dott.ssa Elisa Cocchi, psicologa– psicoterapeuta, referente del servizio presso il Servizio Regionale di Tutela dei Minori per l’Arcidiocesi di Modena–Nonantola e suor Maria Bottura, psicologapsicoterapeuta, referente del servizio presso il Servizio Regionale di Tutela dei Minori per la Diocesi di Carpi. Con compiti di supervisore dell’equipe d’ascolto la dott.ssa Maria Pia Mancini, psicologa–psicoterapeuta, la dott.ssa Maria Elisa Santini, pedagogista, addetta all’ascolto delle richieste, altri specialisti coinvolti: don Stefano Violi, consulente per l’ambito canonico, la dott.ssa Elena Rocchi, pedagogista, la dott.ssa Maria Elena Svampa, psichiatra, dott. Luigi Lamma, giornalista e referente per l’area della comunicazione. La composizione dell’equipe è in fase di completamento in particolare per acquisire le competenze nell’area giuridica.

«Data la delicatezza e l’importanza che il Servizio deve svolgere all’interno delle due diocesi – afferma don Maurizio Trevisan – le linee guida della Cei invitano il responsabile a favorire il lavoro di equipe con le professionalità e le competenze necessarie al suo interno, e la costruzione di una rete di collaborazione con le realtà ecclesiali ed istituzionali. Oltre all’ascolto, all’accompagnamento e al discernimento circa le diverse segnalazioni o le richieste di aiuto che possono pervenire al Centro d’ascolto, è necessario, pertanto, favorire una cultura della prevenzione, attraverso la promozione di comportamenti e stili educativi e relazionali che permettano lo sviluppo pieno e armonico della persona e attraverso la trasmissione di contenuti e suggerimenti operativi da attuare nelle realtà ecclesiali per costruire una cultura del rispetto e della tutela dei minori». 

Il decreto con cui mons. Erio Castellucci ha istituito il Servizio e ha dato avvio alla fase di costituzione del team di esperti risale al settembre 2019. «Fu san Giovanni Paolo II, vent’anni fa – ha spiegato mons. Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena-Nonantola e Amministratore Apostolico di Carpi – il primo pontefice ad affrontare la piaga degli abusi nella Chiesa, emersi con particolare gravità in alcune diocesi degli USA. Papa Wojtyla affidò i casi più complessi alla Congregazione per la Dottrina della Fede, il cui Prefetto era il cardinale Ratzinger; una volta papa, Benedetto XVI ha proseguito con determinazione la lotta contro gli abusi da parte del clero e il silenzio di alcuni vescovi. Un percorso necessario e doloroso che ha portato papa Francesco ad avviare dei processi ecclesiali, culturali e normativi molto precisi, culminati nel meeting celebrato nel febbraio 2019 in Vaticano, con la presenza di tutti i presidenti delle Conferenze episcopali nazionali». 

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«Contemporaneamente – ha proseguito mons. Castellucci – anche la Cei ha formulato una normativa articolata e ha chiesto alle diocesi di costituire dei Servizi di ascolto, accompagnamento e tutela per i minori e per gli adulti vulnerabili. Le diocesi di Modena e Carpi, dopo un anno di studio e di lavoro, avviano ora ufficialmente il Servizio di ascolto, già da ora disponibile, e nei prossimi mesi imposteranno un lavoro di prevenzione sul territorio, cercando di coinvolgere anche altre istituzioni interessate o interessabili. Non si tratta dunque solamente di affrontare eventuali situazioni riguardanti il clero, gli operatori pastorali e gli educatori operanti a vario titolo negli ambienti ecclesiali, ma anche e soprattutto di formare al rispetto integrale delle persone, specialmente dei piccoli e dei fragili». 
 

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