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Giovedì, 19 Maggio 2022
Economia Finale Emilia

Campari cede la Casoni Liquori, tanta incertezza nella ditta di Finale Emilia

I sindacati chiedono un nuovo confronto con la nuova proprietà, per fare chiarezza sul futuro dello stabilimento modenese e dei suoi lavoratori

La Casoni Fabbricazione Liquori di Finale Emilia è stata ceduta dalla Campari a una cordata di imprenditori locali. Un'operazione da 5,3 milioni di euro, intorno alla quale ruotano diverse incertezze. Il sindacato agroindustria Flai/Cgil di Mirandola e la Rsu di Casoni Fabbricazioni Liquori, storica azienda di produzione liquori ed amari di Finale Emilia che occupa 60 fra operai ed impiegati, auspicano che la nuova proprietà, di cui ancora non ci è stata ufficializzata la composizione, intervenga tempestivamente nel rilancio dell'azienda, nella ricerca di nuove commesse indispensabili per il mantenimento e la crescita occupazionale del sito finalese.

Negli ultimi 5 anni infatti l'azienda è stata prima ceduta dalla famiglia Casoni ad Averna, e poi da quest'ultima a Campari Spa. In entrambi i passaggi i marchi a maggior valore aggiunto prodotti a Finale, sono stati rilevati direttamente o rivenduti a terzi. L'azienda si mantiene oggi con la produzione e vendita di super alcolici e liquori alla Grande Distribuzione in co-packing, con un quantitativo di bottiglie notevolmente ridotto, e solo in minima parte con i liquori a marchio Casoni.

"I primi segnali di difficoltà - spiega Erika Morselli della Flai/Cgil - si sono fatti sentire già nella primavera del 2015, quando è stata fatta una procedura di mobilità sulla parte impiegati, gestita con alcuni esuberi volontari ed incentivati, anche di lavoratori prossimi al pensionamento, ma che comunque ha lasciato forte preoccupazione tra i lavoratori".

"Già nella giornata di ieri - prosegue la sindacalista - abbiamo chiesto un incontro urgente all'azienda, certi che entro breve li incontreremo. Auspichiamo che le relazioni sindacali, instaurate e consolidate nel corso di tutti questi anni, siano mantenute ed accresciute. E chiediamo di condividere il piano industriale che preveda necessariamente tutti gli investimenti idonei al rilancio dell'attività".

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