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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Economia

É-Tv verso la chiusura, a rischio i 32 dipendenti

Il network televisivo regionale si avvia verso una triste fine e la proprietà dichiara già 19 esuberi fra i 32 dipendenti. Nessun dialogo costruttivo con i sindacati e per ora non v'è traccia di fantomatici acquirenti

Il direttore di Rete 7 Spa e consigliere di amministrazione Giovanni Mazzoni ha comunicato ai sindacati che il socio di maggioranza, Privata Invest, che fa riferimento all'imprenditore reggiano Erminio Spallanzani, ha deciso di disimpegnarsi dalla proprietà del gruppo televisivo regionale. Lo fanno sapere in una nota le rappresentanze sindacali: Federazione della stampa, Associazione stampa Emilia Romagna, Cgil e Cisl. L'azienda- ricordano i rappresentanti delle sigle, Giovanni Rossi (Fnsi), Serena Bersani (Aser), Gianluca Barletta (Slc-Cgil) e Stefano Gregnanin (Fistel-Cisl)- che ha dichiarato 19 esuberi su 32 dipendenti, "ha rifiutato ancora una volta di negoziare coi rappresentanti dei lavoratori un piano per affrontare la crisi basato sugli incentivi all'esodo e sulla mobilità interna al gruppo".

I dipendenti delle tre sedi di Bologna, Modena e Reggio Emilia sono da tre anni con un contratto di solidarietà che scadrà il 31 dicembre 2014 e non sarà rinnovabile. Rete 7 è beneficiaria di consistenti contributi pubblici.

"Più volte l'azienda ha assicurato l'interessamento di fantomatici acquirenti che non si sono mai manifestati con un progetto per un confronto con le rappresentanze sindacali", concludono i sindacati che ricordano la richiesta dei lavoratori dell'apertura di un tavolo istituzionale presso la Regione Emilia-Romagna con l'assessorato alle Attività produttive e il Corecom.

"Sono  pronto ad avviare quanto prima un tavolo regionale tra le parti per proseguire il confronto - ha dichiarato stamani l'Assessore Regionale alle Attività Produttive Luciano Vecchi -  La vicenda del gruppo E'TV Rete 7 è una vertenza delicata,  nella quale gli  strumenti di tutela sono purtroppo in fase di esaurimento. In coerenza con quanto già fatto, la Regione  proseguirà col massimo impegno affinché i giornalisti, tecnici, operatori e amministrativi possano mantenere il posto di lavoro. L'auspicio è che, in nome del diritto all’informazione, in Emilia-Romagna ci sia il massimo pluralismo senza che alcuna emittente sia costretta a chiudere redazioni".

(DIRE)

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