Traduzione, infanzia e agricoltura bio: i premi Imprendocoop 2017

Conclusa la terza edizione del concorso ideato da Confcooperative Modena e Fondazione Democenter-Sipe. Ex ct volley Mauro Berruto premia gli aspiranti cooperatori

Traduzione di videogames, fumetti e giochi da tavolo; asili mobili on demand ricavati da container marittimi; produzione agricola biologica e commercializzazione con il coinvolgimento di persone svantaggiate. Sono le tre idee d'impresa premiate l’altro giorno al Museo Enzo Ferrari di Modena a conclusione della terza edizione di Imprendocoop, il progetto per favorire l'occupazione e l'imprenditorialità ideato da Confcooperative Modena e Fondazione Democenter-Sipe con il patrocinio e sostegno del Comune di Modena, Emil Banca e Coop Up, la rete di Confcooperative nazionale per le idee, l'innovazione e lo sviluppo di imprese. Imprendocoop è patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna e dall'Università di Modena e Reggio Emilia. 

Hanno ricevuto l'attestato di partecipazione i rappresentanti dei 22 progetti d'impresa che hanno completato il percorso formativo e presentato un business plan valutato dal comitato tecnico scientifico di Imprendocoop.  «La terza edizione di Imprendocoop registra una crescita nella qualità e originalità delle idee d’impresa – dichiara il presidente di Confcooperative Modena Carlo Piccinini – Prima ancora che finisse il percorso formativo, si sono costituite cinque cooperative. Questo conferma che la cooperazione è capace di intercettare e rispondere anche ai nuovi bisogni della comunità e lanciarsi sul mercato con coraggio e fantasia». 

All’evento finale è intervenuto l’ex ct della nazionale maschile di pallavolo Mauro Berruto, che ha tenuto una lezione sul tema “Il coraggio di innovare”. Lo stesso Berruto, che ha lasciato il volley ed è attualmente amministratore delegato della Scuola Holden Storytelling & Performing Arts (fondata dallo scrittore Alessandro Baricco), ha consegnato i premi ai tre progetti giudicati più innovativi (2.500 a due progetti ex aequo, mille euro al terzo). Oltre ai premi in denaro, i vincitori usufruiranno dei servizi amministrativi gratuiti per un anno. 

PRIMO PREMIO - Wabbit è una cooperativa nata a dicembre 2016 e con sede a S. Damaso specializzata, unica in Italia, nella traduzione di videogames, giochi da tavolo e fumetti. Tra clienti c’è anche la Panini Comics. «Siamo traduttori professionali con la passione per i giochi, la competenza linguistica e l'utilizzo di software avanzati di traduzione – spiegano i quattro soci Laura Borgatti (Cento), Jessika Fili (Pavullo), Alessandro Poli (Bologna) e Alessandro Vaccari (Modena), tutti under 30 e laureati in Scienze della mediazione linguistica – Forniamo anche altri servizi di traduzione per aziende, dai siti internet alle pagine social, dai manuali tecnici ai brevetti, dal software ai testi in ambito marketing».

SECONDO PREMIO - Il secondo premio di 2.500 euro ex aequo assegnato da Imprendocoop è andato a “Needo”, il progetto presentato da Vanessa Boccia, designer di interni originaria di Formigine, ma residente a Castelnuovo Rangone. «“Needo” è il primo asilo nido mobile che, una volta conclusa la sua “missione”, può essere rimosso, pronto per un’altra destinazione – spiega l’ideatrice - Il concetto di mobilità, al centro del progetto, è possibile grazie all’utilizzo di container marittimi trasformati in luoghi accoglienti e confortevoli per i bambini, oltre che antisismici».  “Needo” prevede tre diverse configurazioni: una di 25,65 mq pensata come spazio atelier a supporto di strutture esistenti, dove i bambini potranno cimentarsi con divertenti attività di laboratorio creativo; una da 38,24 mq in grado di ospitare fino a cinque bambini; infine una da 52,22 mq progettato per accogliere fino a sette bambini.

TERZO PREMIO - Ma.Ter è una cooperativa sociale nata a febbraio a Montale. L’oggetto sociale è la produzione agricola biologica, responsabile, sostenibile e attenta alla salute dei consumatori. Alla produzione si affianca la commercializzazione attraverso un punto vendita. «La nostra cooperativa vuole coinvolgere persone desiderose di coltivare la terra, offrire loro un’opportunità di lavoro all’aria aperta, integrare persone in situazione di svantaggio, educare al consumo di prodotti e alimenti biologici nel rispetto dei cicli naturali e dell’ambiente – spiegano Andrea Vicenzi, Cristina Barbolini, Elisa Pugna, Giulia Vicenzi ed Elisa Deiana, soci fondatori di Ma.Ter – Partiamo coltivando un ettaro di terra a orticole, in futuro vogliamo produrre anche grani antichi, piselli proteici e altri prodotti della terra».

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