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Martedì, 17 Maggio 2022
Economia

Rete Imprese: “Rateizzare in 3 anni i rimborsi post sisma”

Le Associazioni di categoria valutano insufficiente la proroga di solo un anno per il pagamento dei finanziamenti ricevuti dalle aziende terremotate dell'Emilia e chiedono al parlamento di rivedere il Decreto e rateizzare in tre anni

Le Associazioni imprenditoriali modenesi riunite in Rete Imprese Italia (Confesercenti, Confcommercio FAM, Confartigianato Lapam Licom, CNA), si dicono pessimiste e giudicano in modo negativo il Decreto Legge del 30 dicembre 2013, che proroga di un solo anno il rimborso delle rate relative ai finanziamenti per le imposte cui sono tenute a saldare le imprese colpite dal sisma. Le Associazioni ritengono infatti che sia stato raggiunto solo un primo ed urgente obiettivo, ovvero la proroga della scadenza della prima rata oltre il 31/12/2013. Se questa data non fosse stata posticipata, molte imprese si sarebbero state in fortissima difficoltà nel sostenere i relativi pesanti esborsi finanziari.

“Le attività imprenditoriali del cratere che – ricorda Rete Imprese – stanno facendo i conti rispettivamente con un’ardua quanto ‘faticosa’ ricostruzione ed una crisi economica senza precedenti, sono, e si prevede saranno ancora per mesi, in una situazione di forte difficoltà nel reperire le risorse utili a sostenere il peso delle rate di tali finanziamenti. Una maggiore rateizzazione data dalla proroga di 3 anni, come da Rete Imprese Italia richiesto e come fortemente sostenuto dai parlamentari emiliani, avrebbe reso sostenibile tale carico, gravato oltretutto da un arretrato di tasse e contributi in accumulo e che grava sulle imprese che devono affrontare le difficoltà della crisi economica e contestualmente lottare contro la burocrazia – spiegano ancora le Associazioni - per vedersi riconosciuto il diritto per i rimborsi relativi alle spese affrontate per la ripresa dell’attività”.

Rete Imprese Italia auspica perciò che in sede di conversione il Parlamento voglia riconoscere tutta la natura straordinaria del provvedimento e “garantire quindi alle imprese di un territorio tanto duramente colpito un primo piccolo tassello di una fiscalità di vantaggio che continuiamo a sostenere debba essere studiata ed applicata per una equità e parità di trattamento che ancora si stenta ad intravvedere”, ma che con forza la stessa Rete Imprese continuerà a richiedere.

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