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San Valentino, tutto esaurito nei ristoranti di Modena a Tavola

Tante coppie, ma non solo. Emerge la voglia di tornare a mangiar fuori e si approfitta del pranzo domenicale

Finalmente i ristoratori del Consorzio Modena a Tavola tornano a sorridere, almeno per mezza giornata. Da Sestola a Finale, da Carpi a Castelfranco da Formigine a Modena, i locali aderenti al Consorzio hanno registrato il tutto esaurito. Un sold out ampiamente preannunciato tanto che alcuni, come ad esempio Antonio Previdi che gestisce la Trattoria Entrà di Finale Emilia e Lorenzo Rossetto del Maneggio di Fanano, hanno dovuto chiudere le prenotazioni già dieci giorni fa.

Diverse le scelte effettuate dagli chef: c’è chi, come La Quercia di Rosa di Modena, gestita dalla famiglia Fini, ha scelto un menù dedicato alla festa degli innamorati, mentre altri, hanno preferito rimanere fedeli alla tradizione e proporre i propri cavalli di battaglia, come la Trattoria La Busa di Spilamberto di Simone Guerri e il Luppolo e L’Uva, gestito dallo chef Stefano Corghi che, tra l’altro, è presidente del Consorzio Modena a Tavola.

Chi ha optato per un menù targato San Valentino ha dato grande spazio al pesce e ai crostacei, non rinunciando, per alcuni piatti particolarmente ricercati, anche una spolverata di tartufo. Al Ristorante Anna dello chef Emilio Barbieri, per accontentare tutti c’erano due proposte, una a base di pesce e una a base di carne.

Nella maggior parte dei casi la clientela era formata da coppie di ogni età, ma in questa occasione non sono mancati famiglie e piccoli gruppi che hanno voluto godersi un pranzo al ristorante.

Tutti i locali, sia pure in percentuali diverse, hanno comunque ridotto il numero di coperti per rispettare le regole anti contagio. Chi ha locali più ampi è riuscito a perdere solo il 10% dei posti, ma non mancano casi in cui la percentuale sale al 40%.

A provare a far sintesi degli umori della categoria è Stefano Corghi, chef del Luppolo e l’uva e presidente del ristorante modenese: “Oggi è sicuramente una giornata positiva, sia perché, pur con i limiti imposti dalla pandemia, rivediamo i nostri locali pieni, sia perché torniamo a fare il nostro lavoro che è anche la nostra grande passione. Attenzione però a dare giudizi frettolosi. Non dimentichiamo che la sera i locali non possono aprire e che per tutto il mese di dicembre, in genere il più importante dell’anno, siamo stati chiusi. In altre parole, lo stato di emergenza per i ristoratori c’è ancora e servono aiuti mirati, concreti e rapidi se vogliamo evitare che molti di noi siano costretti alla chiusura.”

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