Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cultura Crocetta / Via Giovanni Battista Spaccini

Estensi a canestro, l'insolito murales al parco XXII Aprile

Domenica 25 aprile, per le Celebrazioni della Festa della Liberazione, alle 17 inaugura il murales nel campo polivalente del Parco XXII aprile con interventi degli autori

Domenica 25 aprile, nell'ambito delle Celebrazioni della Festa della Liberazione a cura del comitato comunale storia e memorie del ‘900, alle 17 inaugura il murales nel campo polivalente del Parco XXII aprile con l’intervento degli autori.

Estensi a canestro è il titolo dell’opera. Il murales è promosso da Modena Sobborghi, Collettivo FX sostenuto dall’Assessorato alla cultura e politiche giovanili del Comune di Modena, Quartiere 2, in collaborazione con Arci Modena, Modena Football Club, Centro giovani Alchemia, Centro giovani Happen, Mo' Better Football, Voice Off e i ragazzi del quartiere. Una data, quella scelta per l’inaugurazione del murales, in cui si festeggia la Liberazione che ricollega la devastazione della Seconda Guerra Mondiale (che distrusse la Villa Pentatorri affrescata dal pittore Seicento Jean Boulnager) con la libertà di espressione e di gioco di oggi.

Nel campo polivalente è rappresentata una partita di calcio che si svolge all’interno di una stanza affrescata di Villa Pentatorri. Da un lato la formazione Olimpo allenata da Jean Boulanger: Flora, Nettuno, Apollo, Zaffiro ed Esculapio; dall’altro un Modena con atleti di diverse stagioni con Marco Ballotta, Thiago Cionek, Mario Rabiu, Gyan Asamoah, Kamara Diomancy. Una visione dall’alto di una partita in cui viene fatto un goal. Il lavoro è durato per una settimana, per 70 ore circa, le ore progettuali e i vari sopralluoghi. Un’opera che mette in relazione la storia e l’attualità, e racconta attraverso il disegno uno sport che unisce diverse nazionalità, come avviene quotidianamente al parco XXII aprile dove i ragazzi si ritrovano a crossare, passare e tirare una palla.

Alessandro Romagnoli, a nome dell’associazione Modena Sobborghi, si augura che l’opera si augura possa servire a dare una nuova consapevolezza ai ragazzi del quartiere, e contribuisca a cambiare la narrazione dominante. Simone Ferrarini del Collettivo FX afferma che “La cultura può giocare un ruolo fondamentale. L’opera non è conclusiva di un percorso ma rappresenta un inizio: la cultura è un detonatore di relazioni a catena e in questo caso a servizio dell’integrazione sociale”.

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