Giovedì, 24 Giugno 2021
Cultura

Vivere Appennino | Le leggende della montagna con protagonista il Diavolo

Un viaggio tra leggende e storie quasi reali con protagonisti l'Appennino modenese e il Diavolo

La leggenda di San Pellegrino in Alpe

San Pellegrino in Alpe è una frazione di Frassinoro nota anche per la leggenda che accompagna la sua storia con radici che affondano nel lontano medioevo. Infatti, il nome della frazione deriva dall'omonimo santuario, che era stato appunto dedicato ad un santo scozzese, Pellegrino, vissuto nel VII secolo, che si diceva fosse figlio di un re e di una regina. Il povero Pellegrino tuttavia rimase orfano all'età di 15 anni e per questo motivo abbandonò lo sfarzo che aveva conosciuto fino a quel momento e si recò in Terra Santa dove diventò famoso per i suoi miracoli. Da quel momento iniziò per lui una vita in giro per l'Europa tra evangelizzazione e miracoli, conducendolo fino in Italia, di cui hanno testimonianze ad Ancona e a Roma. 

Verso la fine della sua vita, tuttavia, decise di recarsi in un luogo più isolato e trovò un luogo ideale tra il modenese e il lucchese. In questo luogo trovò un'abitazione all'interno di un grande faggio che avev un tronco cavo, e si nutrì come fosse un vegano, ovvero di radici e di frutta che trovava nella zona. La fede fu molto importante per lui, perché infatti i demoni tentarono di allontanarlo da Dio, ma lui li combatté finché non li fece scappare tutti. Sempre secondo la leggenda, sarebbe morto in quel luogo a 97 anni. 

La notte del decesso Dio avrebbe donato a due modenesi, Pietro e Aldegrada, il potere di vedere quanto accadeva a Pellegrino. Il giorno seguente decisero di recarsi in quel luogo e trovarono la salma del sant'uomo nel tronco cavo del faggio. Velocemente tornarono a Modena e spiegarono al vescovo quanto avevano visto, tuttavia la notizia giunse anche al vescovo di Lucca, che inviò nel luogo della salma una sua delegazione perchè fosse portata in città. Tuttavia, giunti nel luogo si trovò faccia a faccia con la la delegazione del vescovo di Modena. Per un po' di tempo i due arcivescovati confinanti si contesero la salma, finché non arrivarono ad un accordo, ovvero che San Pellegrino sarebbe rimasto per sempre nel luogo in cui morì e che lì sarebbe sorta una chiesa in sua memoria. 

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