La crisi Pd non passa da Ponte Alto, cresce l'incasso della Festa de L'Unità

La Festa provinciale de l’Unità modenese, da un primo sommario bilancio, ha chiuso con un incasso lordo superiore a quello del 2017, pur con due giorni in meno di attività: un milione 401mila euro contro il milione 355mila euro dell’edizione passata

Ha chiuso i battenti ieri sera nell’area di Ponte Alto, dopo 22 giorni di attività, la Festa provinciale de l’Unità di Modena. Il Pd, almeno su questo fronte, sorride parlando di una edizione "decisamente partecipata": secondo un primo conteggio delle entrate dei parcheggi e degli utenti della navetta, si stima che siano passate da Ponte Alto più di 140mila persone.

“Siamo soddisfatti del risultato ottenuto – conferma il segretario provinciale del Pd Davide Fava – La Festa de l’Unità si è dimostrata, ancora una volta, un appuntamento per tutti i modenesi, non solo per coloro che ci hanno votato. La voglia di confronto e partecipazione non si è spenta: i principali appuntamenti politici hanno riscontrato un’alta partecipazione, nell’ordine di diverse centinaia di persone ogni volta. Il picco delle affluenze si è registrato con il confronto tra il sindaco di Milano Sala e il deputato di Leu Bersani e nella chiusura con il segretario Maurizio Martina raggiungendo il migliaio di presenze, cifra superata solo dall’intervista all’ex premier Gentiloni e al presidente della Regione Bonaccini. Bene anche i Forum di approfondimento di singole tematiche che hanno molto interessato gli addetti ai lavori. Tanto che, con i componenti della Segreteria che li hanno seguiti, ci troveremo immediatamente per capire come dare seguito a questa necessità di confronto e raccolta di suggerimenti”.

Nonostante il maltempo non abbia risparmiato anche quest’anno la Festa - tanto che il 6 settembre l’area è stata interessata anche da alcuni danni per il forte vento - l’incasso lordo ha superato quello dell’edizione passata, che pure aveva due giorni di vantaggio (era iniziata di mercoledì, invece che di venerdì come quest’anno). Da un primo, anche se ancora sommario bilancio, l’incasso lordo è stato di 1 milione e 401mila euro, nel 2017 (con due giorni di festa in più) era stato di 1 milione e 355mila euro. L’edizione 2018 chiude dunque con un incasso normalizzato (media giornaliera di incasso) del 12% più alto rispetto all’anno precedente.

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“Il merito di questo risultato – continua il segretario Fava – va ascritto ai nostri volontari, ai nostri dipendenti e a tutti coloro che, in queste settimane, si sono assunti impegni gravosi, con sacrifici personali e familiari, per contribuire al finanziamento trasparente dell’attività politica del nostro partito. Abbiamo avuto, ogni sera, 400 volontari che ci hanno garantito il loro contributo, 800 nei fine settimana. Evidentemente la passione per la buona politica non è scomparsa, come qualcuno, malevolmente, sembrava preconizzare”. La buona cucina si è confermata la carta vincente della manifestazione: sono state servite 5.765 grigliate miste, 2.645 porzioni di crespelle, 3.281 di paella, 1.302 piatti di pappardelle, 2.041 di funghi alla piastra, per non parlare di 3.298 tigelle con il pesto e 2.943 tigelle con il prosciutto. “La formula della Festa de l’Unità – conclude Fava – ossia lo stare insieme per confrontarsi e dibattere, ma anche mangiare, ballare e, insomma, far festa, continua a confermarsi, nonostante una generale disaffezione per la politica, una modalità genuina per incontrarsi all’insegna dell’impegno e del divertimento”.

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