Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica San Faustino / Via Giuseppe Zarlati

Fonderie di via Zarlati: "La chiusura nel 2022 non è in discussione"

Vandelli ha risposto all’istanza di Lenzini (Pd) sull’azienda di via Zarlati: “Impegnati per la delocalizzazione sul territorio, per valorizzare l’area e tutelare i lavoratori”

“La chiusura delle Fonderie in via Zarlati il prossimo 31 gennaio 2022 non è in discussione: da parte dell’azienda non è arrivata alcuna richiesta di proroga e non ci sono elementi per ordinarne la chiusura anticipata. L’Amministrazione sta lavorando operativamente per agevolare la delocalizzazione dell’attività e per valorizzare l’area una volta che sarà dismessa”.

Lo ha detto l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 26 luglio rispondendo all’interrogazione illustrata dal consigliere Diego Lenzini e firmata anche dall’ex consigliere Alberto Cirelli del Pd sul percorso alle Fonderie cooperative di via Zarlati e sulle prospettive di rigenerazione urbana e ambientale del quartiere Madonnina. Il consigliere ha chiesto informazioni sull’esecuzione del Protocollo d’intesa tra il Comune e le Fonderie, sugli esiti delle attività di monitoraggio, sui momenti di confronto e sulla attività di informazione ai residenti, e ancora, sulla situazione occupazionale e sull’impatto della pandemia. Lenzini ha inoltre chiesto se ci saranno ritardi nella cessazione dell’attività connessi alla situazione di emergenza sanitaria o se è ipotizzabile una chiusura anticipata; e quali strategie, obiettivi e azioni sono immaginate dal Pug per definire le vocazioni dell’area delle fonderie cooperative.

L’assessora ha spiegato che, nonostante la pandemia, è proseguita l’attività di monitoraggio ambientale, così come l’aggiornamento periodico dell’azienda sulle aree e sugli edifici produttivi disponibili. I tavoli tenuti dall’Amministrazione sono stati diversi, sia con la cooperativa per i temi connessi all’urbanistica e alle emissioni (con il coinvolgimento di Arpae e Ausl), su cui è in corso una sperimentazione con carboni attivi per l’abbattimento delle esalazioni odorigene che terminerà il primo agosto 2021 (a seguire l’azienda opererà con l’inserimento di carboni attivi in regime ordinario con una revisione del quadro emissivo degli inquinanti), sia con le organizzazioni sindacali per le questioni connesse alla salvaguardia dei posti di lavoro: l’ultimo incontro si è svolto nella mattina del 26 luglio alla presenza dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e di alcuni assessori comunali, e in agosto sarà riattivato il tavolo regionale.

“Stiamo portando avanti il protocollo tra Amministrazione e cooperativa – ha affermato Vandelli – anche se con modalità differenti a causa della pandemia: la proprietà sta gestendo una fase delicata e complessa valutando diverse soluzioni per la delocalizzazione. Il nostro obiettivo è farla rimanere nel comune di Modena ma, se non si trova soluzione adeguata, siamo disponibili ad accompagnare lo spostamento anche nei comuni limitrofi: proprio oggi la cooperativa ha espresso l’obiettivo di fissare un contesto di collocazione più esteso del Comune per le difficoltà a reperire un immobile confacente in locazione”. L’assessora ha inoltre sottolineato l’impegno dell’ente per capire come attivare un leasing per aiutare l’azienda ad accedere all’affitto invece che all’acquisto di uno spazio.

Vandelli ha quindi ricordato che Arpae, in qualità di autorità competente in tema di Autorizzazione integrata ambientale (Aia), a seguito di numerosi sopralluoghi fatti, a maggio ha rilevato una forte criticità sulla gestione dei rifiuti e ha emanato tre diffide nei confronti dell’azienda, facendo scattare la sospensione dell’attività fino a quando l’azienda non ha provveduto ad allontanare i rifiuti stoccati impropriamente nell’area cortiliva.

“Di chiusura delle Fonderie in via Zarlati – ha precisato l’assessora – si parlava da prima del 2010 e, con il Poc di Modena ovest approvato nel 2014, il Comune ha definita incoerente e incongrua l’attività con il contesto urbano esistente. Già all’interno di quel Piano si delinea una forte valorizzazione dell’area, con una capacità edificatoria aggiuntiva; elemento che viene rafforzato nel Pug e che potrà essere sviluppato con accordi operativi e con una revisione della delibera degli oneri di costruzione. Ogni opportunità, diretta e indiretta – ha concluso – sarà oggetto di deliberazione da parte del Consiglio comunale”.

Dopo aver chiesto la trasformazione in interpellanza, Antonio Baldini (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) ha sottolineato che Fonderie cooperative è incorsa in violazioni gravi verificate da Arpae che hanno comportato la sospensione delle attività. “Ora – ha aggiunto – sembra che l’azienda si sia adeguata alle prescrizioni e spero che lo abbia fatto davvero, ma sottolineo che la normativa permette di revocare l’Aia in caso di reiterate violazioni in danno all’ambiente. Quindi, qualora accadesse, il Comune potrebbe farsi parte diligente per la revoca dell’autorizzazione o per anticipare la dismissione. È vero, infatti, che bisogna tutelare i lavoratori, ma l’interesse della tutela ambientale del quartiere è prevalente”.

Per Lega Modena, Giovanni Bertoldi ha affermato che “sono anni che la giunta tenta di tranquillizzare i cittadini sugli effetti delle emissioni delle fonderie, ma gli allarmi si sono rivelati fondati, se è vero che è intervenuta Arpae. Vediamo dunque con favore – ha concluso – qualunque azione tenda a rendere più rapida la chiusura definitiva”. 

In replica, il consigliere Lenzini ha posto l’accento sul fatto che il Covid “abbia bloccato il percorso partecipato per la valorizzazione dell’area”, giudicando positivo l’impegno dell’amministrazione di “recuperarlo in una fase successiva, non appena possibile. Da come si è mosso il Comune – ha aggiunto – si evince la volontà di andare nella direzione della dismissione nei tempi previsti, ma nel rispetto dei diritti dell’azienda e dei lavoratori”.

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