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Dialogo con il M5S e consultazione degli iscritti, dal Pd di Modena una "spallata" a Renzi

I segretari  rpovincialei di Modena, Reggio e Ravenna formulano una precisa richiesta al partito, chiedendo di dare a Maurizio Martina pieni poteri per poter gestire il partito in questa fase di trattativa per la formazione di un Governo e per il rilancio del partito

L'aventino sarebbe un errore. Il Pd deve "entrare nel merito di temi e proposte" per definire "l'interazione con le altre forze politiche". Ma per farlo, va data "piena delega a chi esercita la funzione di segretario", in modo che abbia la necessaria "operabilità politica per rappresentare il Pd in questa fase delicata". è l'appello che arriva oggi da Modena, Reggio Emilia e Ravenna, firmato dai tre segretari provinciali del partito: Davide Fava, Andrea Costa e Alessandro Barattoni. I tre chiedono a gran voce che l'attuale reggente Maurizio Martina abbia il pieno mandato a guidare il partito in questa fase, portando avanti la linea del dialogo sui programmi con l'M5s tenuta finora e consultando gli iscritti sul da farsi. Ma la presa di posizione dei tre segretari dem suona anche come una richiesta all'ex leader Matteo Renzi di farsi da parte una volta per tutte. 

"La politica dell'ultimo congresso si è esaurita- affermano- dopo tre sconfitte consecutive". Per Fava, Costa e Barattoni, dunque, deve "essere data piena delega a chi esercita la funzione di segretario, per avere operabilità politica per rappresentare il Pd in questa fase delicata per il partito e per il Paese". Occorre poi "coinvolgere gli iscritti nella discussione politica sull'esito del voto e sulle scelte da compiere in questa fase per l'interesse del Paese". E infine, il segretario deve "impostare e farsi garante di un percorso di rilancio del progetto politico del Pd", convocando il congresso "senza interferire con le prossime scadenze elettorali". Quanto al Governo, affermano Fava, Costa e Barattoni, "non ci si puo' limitare a discutere se stare all'opposizione o garantire appoggi a fantomatici governi tecnici, del presidente o politici. Occorre entrare nel merito di temi e proposte" e su questa base "definire l'interazione con le altre forze politiche".

L'Italia, sostengono i segretari del Pd di Modena, Reggio e Ravenna, "merita che il dibattito torni alla politica e non si limiti ai veti sui singoli esponenti. Soprattutto l'Italia merita un Pd capace di essere bastione della politica e non di semplice testimonianza, arroccato in posizione attendista o peggio aventiniana. Un Pd alternativo alla destra e capace di raccogliere intorno a una cultura di governo e di cambiamento le forze di centro-sinistra sparse e sfiduciate". E' dunque necessario un "grande percorso di rielaborazione e rilancio, che per natura trascenda la scelta del segretario e si basi su un progetto di lungo periodo". L'appello quindi è a evitare "tutte le occasioni che possano reiterare scontri interni che già tanto ci sono costati". 

Secondo Fava, Costa e Barattoni è "fondamentale che il Pd ritrovi l'unità ed esca dalle diatribe congressuali e dai personalismi. La politica dell'ultimo congresso si è esaurita e dopo tre sconfitte consecutive, al referendum costituzionale, alle elezioni amministrative e alle elezioni politiche, è necessario discutere con tutti gli iscritti le ragioni dell'insuccesso e al tempo stesso riprendere l'iniziativa politica del partito". Il pensiero va alle prossime elezioni amministrative ed europee del 2019, in vista delle quali il Pd deve "riannodare i fili con la società e quei mondi che non si riconoscono piu'" nel suo progetto politico. Un esito che si puo' raggiungere "solo se l'intera classe dirigente si assumerà la responsabilità di guidare un percorso democratico basato su toni pacati, posizioni comprensibili, unità di intenti chiara e incontrovertibile". 

(DIRE)

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