Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Expo della discordia, l'affondo della sinistra sul progetto turistico evanescente

Querzè e M5s reclutano la sinistra radicale e attaccano l'amministrazione: "Sito, Palazzina, Palatipico: così non va. Non siamo ad una sagra". Per l'opposizione l'offerta turistica è un'improvvisazione

"No ad un Expo-sagra a Modena. Sindaco, ascolta il tuo Consiglio comunale e sforzati di costruire un progetto degno di questo nome". Resta vivo il pressing sul sindaco Gian Carlo Muzzarelli a proposito del 'piano Expo' sotto la Ghirlandina. A sfidare il sindaco-presidente della Provincia, sottoponendogli "10 domande a 100 giorni" dall'avvio dell'esposizione universale, pensano i capigruppo di opposizione Adriana Querzè e Marco Bortolotti. I due promettono di organizzare a breve un evento pubblico in città per approfondire, anche in presenza di qualche esperto.

Intanto, i leader di Per me Modena e del Movimento 5 Stelle arruolano nella protesta non i colleghi di minoranza, ma pezzi della sinistra radicale modenese (presenti alla conferenza stampa in Comune Paula Nolff del Prc e Gianluigi Trianni dell'Altra Emilia-Romagna, oltre a un piccolo pubblico) con un solo obiettivo: stigmatizzare le difficoltà del sistema locale a cogliere in concreto la chance di Expo ma soprattutto spronare Muzzarelli a coinvolgere di più il Consiglio comunale nelle scelte della sua giunta. "Quando ci informano, lo fanno solo a cose fatte", è il coro degli oppositori.

Tutta l'offerta turistica viene considerata improvvisata, dall'ospitalità a basso costo tutta da costruire alla "carenza" di alberghi in città, dalle infrastrutture carenti alla sensibilizzazione generale sui temi dell'esposizione 2015. Tra gli altri quesiti, i critici chiedono che rapporti anche economici sussistono tra il Comune e la società Palatipico, inclusa la distribuzione di costi e ricavi, quali opere di manutenzione saranno predisposte ai punti di accesso alla città, quali iniziative previste sono coerenti col tema "Nutrire il pianeta". Anche i fondi pubblici stanziati restano un rebus, nonostante il mantra del sindaco "non ci sono soldi".

Nei cahiers de doleances Per me-5 Stelle-Prc-Aer un capitolo a parte è riservato alla barocca palazzina Giardini, che Muzzarelli ha voluto trasformare in una vetrina dell'enogastronomia nei sei mesi di Expo. Mentre la petizione online 'Salviamo la palazzinà ha superato le 2.500 firme (Querzè annuncia che le consegnerà al primo cittadino) e i 3.800 'mi piacè su Facebook, al sindaco viene richiesto di collocare il Villaggio del gusto "in spazi diversi". Per Me e 5 Stelle citano in particolare la mostra "Eat art in transformation" di Daniel Spoerri, programmata dall'ex direttore della Galleria civica Marco Pierini, che poi ha lasciato in polemica con Muzzarelli: "Perchè il sindaco- si chiedono i capigruppo di minoranza- non ha pensato di valorizzare la mostra chiedendone la pubblicazione sul sito di Expo 2015 come ad esempio, con la mostra 'Il cibo nell'arte', ha fatto Brescia?". (DIRE)

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