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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Politica Nonantola

Forze politiche ai ferri corti a Nonantola, mozione per sfiduciare la sindaca

Le opposizioni presentano una proposta per far cadere l'Amministrazione, sottoscritta da 7 consiglieri comunali su 16. Il Pd attacca gli ex: "Irresponsabili"

Già da diversi mesi Nonantola sta attraversando una fase politica concitata, con l'Amministrazione Nannetti alle prese con una forte opposizione, che nel corso del tempo ha cvisto ingrossare le proprie fila anche con epsonenti del centrosinistra stesso. Oggi è arrivata una mozione di sfiducia: un documento che, se approvato, potrrebbe fine all'avventura di Federica Nannetti (Pd) e della sua Giunta.

Sette i consiglieri firmatari della mozione, appartenenti ai gruppi: Movimento 5 stelle, Nonantola progetto 2030, Nonantola libera e Una mano per Nonantola: Zoboli Omer, Minerba Andrea, Forleo Tommaso, Monari Gianluigi, Serafini Giovanni, Di Bona Alessandro e Antonucci Francesco Cosimo.

In cima alle recriminazioni dei firmatari "l’insufficiente propensione di questa Amministrazione ad aprirsi al confronto sulle scelte fondamentali dell’ente e ad affrontare le situazioni ed i percorsi decisionali, da quelli ordinari a quelli più complessi, ivi comprese le emergenze, quali la pandemia e l’alluvione, con la necessaria trasparenza e l’adeguato coinvolgimento di tutte le forze politiche, sia di maggioranza, sia di opposizione presenti in Consiglio comunale" e una "interpretazione poco inclusiva delle funzioni amministrative, nettamente incentrata sull’organo esecutivo, che di fatto marginalizza non solo il ruolo dei partiti o delle liste elettorali, ma anche quello, ancora più significativo, del Consiglio comunale, che ha funzione di indirizzo sull’azione amministrativa, a maggior ragione sulle questioni di più grande rilevanza". In buona sostanza, quello che le opposizioni lamentano  una mancanza di dialogo e di comunicazione e l'eccessivo "verticismo" dell'Amministrazione.

A queatro si aggiungono anche le ultime vicende in campo urbanistico (ex PIP Gazzate e Fondo Consolata), in cui i consiglieri vedono "lo svuotamento delle funzioni del Consiglio comunale" e l'aver "ignorato sistematicamente un reale e ampio confronto a monte delle scelte, e non a scelte fatte,  ha negli effetti prodotto una lesione dei principi fondamentali di partecipazione democratica della comunità alla formazione di una decisione che riguarda il suo presente ed il suo futuro".

IN attesa delle parole della sindaca, che arrveranno domani, è il Partito Democratico nonantolano a difendere l'operato di Nannetti. “La prima cosa che vorremmo chiarire - ha spiegato la segretaria Pd di Nonantola Stefania Grenzi - è che questa mozione arriva mentre il dialogo era in corso, sia a livello locale che a livello provinciale, con Una mano per Nonantola, che è stata eletta con il medesimo programma elettorale del Pd, e con Nonantola progetto 2030. Ad Una mano per Nonantola abbiamo proposto ancora una volta di entrare in giunta, con una figura scelta da loro, che potesse essere di garanzia sia per loro che per Nonantola progetto 2030 rispetto ai temi cui sono più legati: ambiente, urbanistica, mobilità. La risposta è stata negativa, mostrando una forte contraddizione tra le lamentele di scarsa informazione e coinvolgimento, come segnalato nella mozione stessa, e il rifiuto ad un impegno diretto e alla possibilità di incidere proprio nelle materie di interesse. Si può pretendere di essere coinvolti come se si fosse in giunta, pur rifiutando ostinatamente di farne parte?".

La segretaria dem evidenzia poi: "La scelta di presentare una mozione di sfiducia è soprattutto una scelta grave per le conseguenze che potrà avere sul paese. Nonantola ha vissuto due anni e mezzo molto complicati, perché oltre alla pandemia ha subito un’alluvione che ha colpito oltre la metà del paese. Alluvione che è stata vista spesso come un pretesto per giustificare eventuali ritardi su altri temi, ma anche questa è la visione di chi, pur invocando il coinvolgimento, non vuole partecipare direttamente alla fatica di trovare delle vie d’uscita da situazioni gravi come quella che abbiamo vissuto il 6 dicembre 2020. L’interruzione della legislatura in questo momento, quando la pandemia non è ancora terminata, il pagamento dei rimborsi post-alluvione è appena iniziato e anche Nonantola è impegnata ad organizzare l’accoglienza dei profughi ucraini, avrebbe pesanti ricadute su tanti progetti e attività di interesse per tutta la collettività. Significherebbe rallentare per oltre un anno, fino alle elezioni 2023, l’operatività quotidiana di molti uffici comunali, così come l’iter dei rimborsi post-alluvione, in assenza di un’amministrazione in grado di dialogare quotidianamente con Regione e banche. Diventerebbe impossibile partecipare a nuovi bandi Pnrr o dare seguito alle candidature già avanzate o in programma (rigenerazione urbana, nuovo asilo nido, impianti sportivi, miglioramento sismico delle scuole). Si bloccherebbe il processo di approvazione del Piano Urbanistico Generale, così come l’iter di molti lavori pubblici non ancora in cantiere ma già progettati e/o finanziati. Si interromperebbero i progetti in corso di valutazione e sarebbe impossibile accedere a eventuali bandi Pnrr anche per la realizzazione di una nuova caserma, perdendo definitivamente la possibilità di avere una sul territorio. Si bloccherebbe la progettazione delle ciclabili per Modena e quella delle Partecipanze per Sant’Agata – San Giovanni. Salterebbero i nuovi bandi di concessione degli impianti sportivi e gli investimenti ad essi collegati, mettendo in seria difficoltà le associazioni sportive stesse. Salterebbero inoltre tutte le convenzioni in corso di rinnovo o in scadenza con le associazioni del terzo settore. Quale idea di responsabilità e di bene del paese c’è in tutto ciò?”.

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