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Il sindaco scrive a Tavecchio: "Servono contributi per gli stadi"

Parte da Modena l'appello al presidente della Federcalcio Tavecchio per sollecitare un intervento straordinario a sostegno dei Comuni

I Comuni che intendono investire negli stadi, per garantire standard di qualità delle strutture sportive, non possono essere lasciati soli. E’ il senso dell’appello che il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli rivolge al presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio con una lettera nella quale sollecita “contributi straordinari”, coinvolgendo il Coni e il Dipartimento per lo sport del Governo, “per sostenere e agevolare in ogni modo possibile il compito di noi amministratori locali verso gli stadi”.

L’appello di Muzzarelli, che sottolinea di essere anche presidente di una Provincia “dove vi sono ben tre realtà cittadine che militano tra serie A e B”, si conclude sottolineando come l’intervento sia indispensabile e non più rinviabile “poiché, tra non molto, la presenza sul territorio del calcio professionistico all’interno di grandi impianti pubblici non sarà più sostenibile da parte dei Comuni”.

Dopo aver ricordato le difficoltà finanziarie degli enti locali e i vincoli agli investimenti dettati dal patto di stabilità, Muzzarelli nella lettera afferma che “in queste condizioni, è evidente che anche lo stadio Alberto Braglia, che è di proprietà comunale e rappresenta la più rilevante infrastruttura sportiva della città, anche con vincoli storico-testimoniali, è diventato sempre di più un problema economico-gestionale che un’opportunità sportiva e sociale per la comunità modenese”.

Pur riconoscendo gli sforzi e i programmi messi in campo dalla Figc e dalle Leghe di A e B per sostenere lo sviluppo dei campi da calcio, a partire dalle ultime iniziative intraprese con l’Istituto del Credito Sportivo, il sindaco scrive che “tutto questo non è sufficiente” perché “gli stadi sono, di fatto, materia completamente a carico dei Comuni e delle società calcistiche che li utilizzano o li gestiscono, dalla manutenzione alla sicurezza, passando per le prescrizioni di standard dettate dai regolamenti di iscrizione e partecipazione ai campionati professionistici”. 

Muzzarelli ricorda, quindi, che il Comune di Modena, di fronte ad alcuni problemi strutturali, ha deciso “di investire una ingente somma per il rifacimento completo del campo da gioco dello stadio Braglia e delle opere infrastrutturali sottostanti e connesse. Questa decisione non banale è dovuta alla volontà di adeguare lo stadio, che ha già la licenza Uefa, alle prescrizioni del calcio professionistico di serie A e B: prescrizioni che ci obbligano a nuovi interventi molto onerosi. In questo percorso però, che di fatto è obbligato se si vuole mantenere il proprio impianto negli standard individuati dalle istituzioni calcistiche, il Comune – sottolinea Muzzarelli – è costretto ad assumersi tutte le responsabilità e i rischi. Questo non è più possibile”.  E il sindaco, pur riconoscendo che è praticabile “la collaborazione e la progettualità condivisa con le società e con i privati”, afferma che è però difficile da attuare “a causa dei bilanci societari e delle stringenti normative che regolano il patrimonio pubblico indisponibile”. 

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