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Giovedì, 19 Maggio 2022
Politica

Parco Regionale del Secchia, la riserva che non esiste da 30 anni

Le associazioni ambientaliste WWF e Legambiente chiedono agli enti preposti a che punto si trova l'iter di istituzione del Parco, il cui iter fu avviato nel 1989 e che oggi non ha ancora visto risultati concreti

Fra tre anni verrà celebrato il 30esimo anniversario dell’idea di istituire un parco fluviale regionale lungo il fiume Secchia: le prime proposte infatti, risalgono al 1989 con successive riprese nel dialogo tra gli enti interessati nel 1996 e nel 2003 e giunte a precise decisioni tempistiche e normative dettate dall’articolo 40, comma 1 della Legge Regionale 24 del 2011. L’articolo prevede che l’Ente di Gestione della Macroarea Emilia Centrale in accordo con la Comunità del Parco, proponga alla Regione “l'avvio di un percorso partecipato per l'individuazione di una proposta volta all'istituzione del Parco fluviale del Secchia.”

Un percorso in più fasi che definire lento parrebbe un eufemismo. La Macroarea avrebbe riferito che lo stato di acquisizione di informazioni, la stesura di relazioni e cartografie e tutti gli approfondimenti richiesti si sono ormai conclusi e sono stati comunicati formalmente a tutti gli enti interessati entro il mese di luglio del 2015.

Ritenendo quindi ormai espletati, nel paziente iter intrapreso, tutti gli approfondimenti e le valutazioni tecniche necessarie per consentire ai pubblici amministratori di prendere una decisione, WWF e Legambiente richiedono agli enti preposti (Regione e Comuni interessati) di sapere, con accesso eventuale agli atti relativi, se siano state assunte da Presidenti, Sindaci, giunte o consigli, decisioni o pareri in merito alla fattibilità di istituzione del Parco del Secchia.

“Urge per questo una inversione di tendenza che, anziché ricoprire le nostre campagne di asfalti, tangenziali, raccordi autostradali, passanti e bretelle si preoccupi di tutelare la tanto vantata produzione agricola mettendo fine a politiche di crescita fallimentari basate sul consumo del suolo – scrivono le associazioni ambientaliste - Ci auguriamo veramente che gli annosi impegni e le solenni promesse dei nostri amministratori, sancite da leggi regionali, e da decisioni condivise di giunte e consigli, non risultino vani e si proceda finalmente alla istituzione del Parco, senza ulteriori perdite di tempo”.

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