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Pier Luigi Bersani ed Enrico Mentana (Foto Stefano Galeone)

Pier Luigi Bersani ed Enrico Mentana (Foto Stefano Galeone)

Festa Pd, Bersani: "Referendum anti-porcellum? Io non firmo"

Il segretario nazionale è stato intervistato da Enrico Mentana alla Festa di Ponte Alto: "Io e gli altri segretari di partito dobbiamo lasciare lavorare la società e non metterci il cappello sopra"

L'insopportabile scomodità della poltrona sacco di marca squisitamente fantozziana non ha intaccato la verve dell'ospite d'onore della Festa Pd di Ponte Alto: il segretario nazionale Pier Luigi Bersani è salito sul palco dell'Arena del Lago per farsi intervistare dal direttore del tg di La7 Enrico Mentana. L'ex ministro dell'economia, rispondendo a un quesito posto dal giornalista, non si è tirato indietro sul dibattito della legge elettorale e della raccolta firme per il ritorno al Mattarellum presentata poche ore prima dall'On. Arturo Parisi: Bersani, ha lasciato intendere, non metterà la sua firma sul referendum, ma se si andrà a votare il suo partito sarà in prima fila nella battaglia, come ha già fatto per acqua, nucleare e legittimo impedimento. "Io e gli altri segretari di partito dobbiamo lasciare lavorare la società - ha dichiarato - Quindi va benissimo che i promotori del referendum facciano il loro mestiere, va benissimo che i cittadini firmino, compresi esponenti e militanti del Pd, ma i segretari dei partiti non devono metterci il cappello". Se poi la via parlamentare non porterà da nessuna parte, "il Pd combatterà per il raggiungimento del quorum e la vittoria del sì". Ma questo non è metterci il cappello?

Con una metafora nautica, Bersani ha disegnato l'immagine che ha l'Italia sul panorama internazionale e l'impatto della manovra: "Nel mondo tutti pensano che l'Italia sia una barca senza timone e, francamente, è difficile dar loro torto".  Il segretario ha approfondito il tema dei conti pubblici e la diffidenza dei mercati. "Questo famoso pareggio di bilancio in questi provvedimenti non c'é". Dopo il vertice di Arcore che "non ha migliorato la manovra, ma l'ha peggiorata - ha rincarato - Si è veramente passato il limite, mi è stato detto che andare a prendere i soldi da chi li ha portati illecitamente all'estero sarebbe stata la rottura di un patto, mentre invece rompere il patto con chi ha fatto il militare servendo il paese o con chi coi soldi suoi si è riscattato la laurea andrebbe bene. E' un concetto di giustizia che fa rabbrividire". Con un pensiero alla Lega, che anche a queste latitudini cerca di impensierire lo strapotere del Pd: "Volevano fare una legge per tutelare il corpo degli alpini, adesso cosa vanno a dire a quelli che per un anno o un anno e mezzo hanno servito la patria e ora si vedono cancellare i benefici pensionistici?"

"Qui a Modena c'è gente perbene" ha detto Bersani ringraziando tutti quelli che si sono impegnati nella Festa Pd di Ponte Alto, una delle più grandi in Italia, piena di volontari che arrostiscono salsicce con magliette che declinano secondo fantasia e specifiche locali il mantra del "Siam mica qui" reso celebre dalla parodia del Pier Luigi Bersani impersonato dal comico Maurizio Crozza. "Perché questa - spiega il segretario dal palco della festa - è gente seria, che lavora, non che pettina le bambole". L'esatto opposto, secondo Bersani, di quello che sta facendo il governo con la manovra.

Ad impensierire Bersani, tuttavia, non sono solo le faccende relative alla manovra: guardando in casa ci sono almeno due fronti che non lasciano del tutto tranquillo il segretario. Il primo è quello della vicenda delle tangenti nelle aree Falck che ha coinvolto Filippo Penati. Ma il fatto che l'ex presidente della provincia di Milano abbia annunciato di voler rinunciare alla prescrizione è un gigantesco sospiro di sollievo: "Penati ha fatto tutti i passi indietro che poteva fare". C'é poi il fatto che il Pd sta andando in ordine sparso sulla questione del referendum abrogativo per la legge elettorale, promosso da Arturo Parisi per il ripristino del Mattarellum: in caso di ritorno alle urne, ha detto il segretario, il Pd fornirebbe comunque lo stesso supporto dato per i quattro quesiti vittoriosi del giugno scorso.

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