Riforma costituzionale e Italicum, parte la campagna referendaria

Temi sociali e architettura istituzionale al centro della nuova stagione di referendum, che vede l'avvio della raccolta firme da parte dei Comitati anche a Modena, con un banchetto in via Albinelli

Sabato 9 aprile si terrà a Modena la prima iniziativa concreta del Comitato provinciale unitario dei referendum sociali di Modena e dal Comitato per il NO nella riforma costituzionale e per l’abrogazione dell’Italicum, che vedrà l'inizio della campagna di raccolta firme.

I referendum sociali promossi dal movimento per la scuola pubblica e dal movimento per l’acqua e la campagna contro la “devastazione ambientale”, sono composti da sei quesiti che riguardano alcuni aspetti della cosiddetta “buona scuola”, le trivellazioni in terraferma e in mare oltre le 12 miglia e il piano nazionale inceneritori previsto dallo Sblocca Italia. 

“Gli obiettivi di questa stagione referendaria, promossa dal basso, sono quelli di promuovere la scuola pubblica e difendere l’ambiente cambiando le politiche ambientali a partire dallo stop definitivo a nuovi inceneritori e alle trivellazioni in terra e in mare – spiegano i Comitati – Per quanto riguarda la nuova legge elettorale, il cosiddetto Italicum, legge antidemocratica che ancora una volta toglie voce ai cittadini, i quesiti puntano ad abrogare le parti che presentano gli stessi profili di incostituzionalità già bocciati nel Porcellum: l’abnorme premio di maggioranza che consegnerà l’unica Camera che conta, la Camera dei Deputati, al controllo di un unico partito, e il meccanismo dei capilista bloccati e delle pluri-candidature che determinerà la formazione di un Parlamento composto per la maggior parte di nominati”.

La stagione referendaria entrerà nel vivo già in concomitanza con il referendum del prossimo 17 aprile e si preannuncia densa di dibattito: “Rrappresenta un’occasione straordinaria per tentare di invertire il fenomeno della frammentazione sociale e promuovere la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica da troppo tempo mortificata da una politica distante e disinteressata al bene collettivo – chiosano gli organizzatori modenesi - Sostenere questi referendum significa contribuire a costruire una società diversa, un’altra qualità della democrazia dove i cittadini si riappropriano della sovranità popolare per tornare a contare e decidere nell’interesse di tutti”.

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