Commissione Segre, è scontro politico anche a Modena e in Regione

Metà dei consiglieri leghisti non si alzano per applaudire la senatrice Segre e scatta la polemica. In Regione critiche da parte di Fratelli d'Italia alla Commissione

Quanto accaduto in Parlamento circa la cosiddetta "Commissione Segre", trova una prevedibile replica anche a livello locale. Ieri il tema è stato trattato anche nella seduta del Consiglio Comunale di Modena, ovviamente come semplice atto di presa di posizione politica. Si incomincia con un messaggio del presidente del Consiglio comunale Fabio Poggi (Pd) che, aprendo la seduta di oggi pomeriggio, invia "un abbraccio" ed esprime "solidarietà alla senatrice Segre", alla quale è stata assegnata una scorta per le varie minacce ricevute. "È incredibile- scandisce Poggi- che chi contro l'odio si difende solo con le armi del coraggio debba essere difeso da una scorta". A proposito dei messaggi di odio contro la senatrice che hanno portato alla decisione della scorta, continua Poggi: "È un pessimo segnale per il nostro Paese che si sia arrivati a questo. È un bene che tutte le forze politiche abbiano stigmatizzato. Siamo vicini alla senatrice Segre, per il suo impegno e per la sua storia". 

Le parole di Poggi sono state seguite da un applauso dei consiglieri comunali, la maggior parte dei quali si è alzata in piedi in segno di vicinanza e rispetto per Segre. La maggior parte, ma non tutti. Per il gruppo della Lega si sono alzati solo Lugia Santoro, Alberto Bosi e Barbara Moretti - non la sola Santoro come erroneamente scritto in precedenza, ndr - mentre sono rimasti seduti i suoi colleghi Antonio Baldini (presidente del gruppo leghista), Giovanni Bertoldi, Beatrice Di Maio e l'ex candidato sindaco Stefano Prampolini. Si sono alzati Pier Giulio Giacobazzi (Forza Italia), Elisa Rossini (Fratelli d'Italia-Popolo della Famiglia), i 5 Stelle e tutti i consiglieri di maggioranza.

Il trma è stato oggetto di scontro anche in Regione, sempre ieri, nell'a,bito della Commissione Cultura, dove è stata approvata la mozione presentata dai 5 stelle e sottoscritta dal Pd perchè la Regione dia tutto il supporto possibile alla commissione speciale contro odio, razzismo e antisemitismo. Ma il capogruppo Fdi, Michele Facci, si oppone. "La solidarietà a Liliana Segre per gli attacchi di cui è vittima e la condanna di qualsiasi forma di violenza e discriminazione sono sacrosante e ci accomunano- precisa l'esponente Fdi- l'atto d'indirizzo, pero', col quale si è voluto in fretta e furia e senza alcuna condivisione schierare la Regione a supporto della commissione parlamentare appena istituita, si configura come una mossa politica strumentale da un lato per rafforzare l'asse M5s-Pd e dall'altro per 'bollarè come 'razzistè talune posizioni di stampo sovranista e nazionalista delle destre". Secondo Facci, del resto, "utilizzare il metodo del linguaggio 'politicamente corretto' per creare il campo dei giusti e quello dei reprobi sulla base delle opinioni, rischia di portare a pericolose censure e all'imposizione di una sorta di 'pensiero unico'. I reati sono perseguiti per legge senza bisogno di creare tribunali speciali, come la commissione parlamentare, per quelli d'opinione". 

Le parole del capogruppo Fdi scatenano la polemica. "La nostra bussola per arginare pericolose derive razziste e discriminatorie è la Costituzione- afferma il capogruppo M5s Andrea Bertani- riaffermarne i valori non ha alcuna implicazione negativa sull'espressione di qualsivoglia opinione politica".Le 5 stelle Silvia Piccinini e Raffaella Sensoli aggiungono: "Odio e razzismo non hanno colore politico. E la commissione parlamentare puo' essere il contenitore anche per ospitare la posizione critica di chi la pensa come Facci, senza strumentalizzazioni o censure". 

Per Igor Taruffi, capogruppo di Sinistra italiana, "quella del rischio di pensiero unico è una pericolosa balla. Vedere nella riaffermazione dei valori costituzionali e nella difesa di chi è vittima di odio razziale, un tentativo di esercitare censura culturale su talune idee politiche, è un pregiudizio che rischia di alimentare comportamenti devianti. Bisogna fermare il lerciume culturale che sdogana razzismo, xenofobia e intolleranza. Sono fatti di fronte ai quali è necessario tracciare una linea di confine". 

Per la dem Valentina Ravaioli, "fatti e comportamenti che sfregiano i valori e i principi della Costituzione vanno censurati senza riserve". Per il presidente della commissione, Giuseppe Paruolo (Pd), "le espressioni di odio e razzismo valgono a tutto tondo. Senza colpire le opinioni, la realtà va affrontata per come si presenta. L'imbarbarimento va arginato con l'educazione, a partire dal linguaggio". Alla fine la mozione viene approvata a larga maggioranza e integrata anche con la proposta di Piccinini di "coinvolgere la Scuola di Pace di Montesole di Bologna nella campagna di comunicazione e nelle attività della Regione finalizzate al contrasto del razzismo e delle discriminazioni", invitando anche Segre a essere presente alle celebrazioni del Giorno della Memoria.

(fonte DIRE)

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