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Mirandolexit, il Consiglio di Stato boccia il ricorso dell'Amministrazione Greco

La sentenza conferma quanto deciso dal Tar, che ha di fatto congelato l'uscita dall'Unione da parte del Comune di Mirandola. Scontro Pd Lega

Il Consiglio di Stato si è espresso rigettando la richiesta avanzata da Mirandola di annullamento della sospensiva del TAR circa l'uscita dall'Unione dei Comuni dell'Area Nord. In sostanza, viene confermata la decisione del Tribunale Amministrativo che ha bloccato la "Mirandolexit", inizialmente prevista per gennaio 2021, fissando l'udienza il 9 febbraio per discutere della scelta del comune modenese.

Si legge nella sentenza del Consiglio di Stato: "Considerato che, pur riconoscendo meritevole di approfondimento la questione dell'esatta interpretazione dell'art. 19, comma 4, 1. reg. Emilia Romagna 21 dicembre 2012, n. 21, ed in particolare i rapporti tra tempi e modalità di recesso dall'Unione e di recesso dalle singole convenzioni con le quali sono conferire le funzioni amministrative, ritiene il Collegio ora prevalente l'esigenza di evitare che, in ragione dei diversi esiti delle fasi del giudizio, possano determinarsi variazioni nella composizione dell'ente associativo con possibili pregiudizi sulla continuità dell'espletamento dei servizi, per cui, nel bilanciamento degli interessi, appare prevalente l'interesse rappresentato dalla ricorrente in primo grado".

Il deputato leghista Guglielmo Golinelli, principale esponente locale della forza politica che amministra Mirandola e che ha promosso l'uscita da Ucman, ha commentato: "Il Consiglio di Stato non ha potuto non evidenziare la necessità di adeguati approfondimenti, che saranno demandati alla fase di merito del giudizio, sulla questione con cui Unione e Regione hanno costruito il ricorso. Con tale affermazione il Consiglio di Stato ha ribaltato le certezze di Ucman, Regione e TAR in merito al recesso, riaprendo la questione sulla legittimità di quanto deliberato democraticamente dal Consiglio Comunale mirandolese, per cui l’unico limite all’uscita posto dalla legge regionale sarebbero i 10 anni di permanenza dalla nascita dell’Unione (cosi come definito dal comma 3 dell’articolo 19)".

"Tutto ciò suggerirebbe l’opportunità di trovare un accordo politico e di evitare di proseguire con i tribunali, soluzione che Mirandola ha già proposto, sia con la delibera di recesso -aprendo alla possibilità di stipulare convenzioni per la gestione in forma associata di alcuni servizi e per traghettare l’uscita nel migliore dei modi- che proponendo un posticipo del recesso al 1° luglio 2021, in modo da lasciar più tempo sia al Comune che all’Unione per riorganizzarsi ed accordarsi", suggerisce Golinelli.

La notizia è invece accolta con soddisfazione dal Partito Democratico mirandolese, principale voce contraria alla "mirandolexit", come si evince dalle parole del segretario Pd Maro Azzolini: “L'ente che a detta di Golinelli doveva far valere i diritti dell'azione promossa dal Consiglio comunale di Mirandola ha respinto l'azione intrapresa dall'Amministrazione Greco contro l'ordinanza cautelare del TAR dell'Emilia Romagna. Chiudiamo definitivamente un capitolo: il ricorso al TAR da parte dell'Unione è legittimo, come lo è la sospensiva decretata dallo stesso. Sarebbe ora di smetterla di perdere tempo in inutili carteggi, che peraltro costano, proponendo un progetto di sviluppo per questo territorio. Non ci risulta ancora una proposta aggiornata di documento di programmazione economica, manca forse un piano vero per quello che era il capoluogo del distretto dell'Area nord? Quando cominceremo a confrontarci su un progetto vero e ambizioso su come vorremmo che fosse Mirandola nei prossimi anni? Da troppo tempo vediamo solo provvedimenti per piccole e modeste operazioni quotidiane. Quale idea di Mirandola ha in mente di sviluppare la Giunta Greco? Noi non neghiamo la legittimità della Lega di voler uscire, ma l'arroganza e la pretesa di decidere sulla testa di tutti è stata sconfessata anche dal Consiglio di Stato, che secondo il nostro avvocato sindaco avrebbe sistemato tutto. Si conferma così che Golinelli e la Lega non solo hanno commesso un grave errore politico, isolando Mirandola, ma anche che non sanno come portare in porto i loro progetti”.

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